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Perché l'ansia e gli stress emotivi possono provocare mal di schiena?Perché l'ansia e gli stress emotivi possono provocare mal di schiena?

Quando siamo in ansia, i muscoli in tensione provocano un aumento del 50% della pressione intradiscale

L'ansia, la tensione eccessiva e protratta, gli stress ripetuti, l'insoddisfazione della propria vita, la preoccupazione, lo scoraggiamento, la stanchezza, l'esaurimento sono fattori di rischio importanti che possono provocare l'insorgenza di lombalgia o cervicalgia. Infatti, si osservano spesso soggetti che, pure avendo una colonna vertebrale perfetta, pur presentando radiografie senza alcuna alterazione, in condizioni di ansia soffrono intensamente di mal di schiena e dolori cervicali. Quotidianamente abbiamo motivi per essere in ansia e ci troviamo in situazioni che provocano preoccupazione o tensione. Di conseguenza, dobbiamo imparare ad affrontare gli eventi stressanti senza farci danneggiare.

Come si manifesta l'ansia?

L'ansia può manifestasi con numerosi sintomi:


Perché l'ansia e gli stress emotivi possono provocare mal di schiena?

Quando siamo in ansia, i muscoli in tensione provocano un aumento del 50% della pressione intradiscale. Quando si resta in tensione si può instaurare un circolo chiuso per cui la contrazione muscolare prolungata provoca dolore che può determinare un processo infiammatorio. Tensione significa contrazione muscolare: durante la contrazione si ha una costrizione dei vasi sanguigni con riduzione della circolazione a livello dei capillari. Normalmente ogni fase di contrazione muscolare è seguita da una fase di rilasciamento durante la quale il sangue circola meglio: apporta nuovo ossigeno e rimuove le scorie. La successione contrazione - decontrazione garantisce una buona attività muscolare: non c'è dolore né si avverte la fatica. Al contrario, nei soggetti che restano a lungo in situazioni di ansia e tensione, il protrarsi della contrazione muscolare, non seguita dalla giusta pausa di decontrazione, riduce la circolazione, impedisce il giusto apporto di ossigeno ed un'efficace rimozione delle scorie. Si ostacola il flusso sanguigno proprio quando ce n'è più bisogno. Ne consegue uno stato infiammatorio che produce dolore e il dolore si aggrava ulteriormente. Naturalmente, se si resta in questa situazione per un breve periodo di tempo, non ne scaturiscono conseguenze negative: una volta eliminata l'ansia tutte le funzioni dell'organismo si normalizzano. Al contrario, questo circolo vizioso protratto a lungo può determinare oltre che un mal di schiena persistente anche una graduale compromissione funzionale delle strutture del rachide: retrazioni muscolari, rigidità articolare, usura precoce, discopatia e artrosi.

Come controllare l'ansia e la tensione?

Quando una persona accumula tensione e diventa nervoso, per farlo rilassare non basta dirgli "rilassati!", "rilassati!". C'è il rischio di farlo innervosire di più: occorre, invece, metterlo in condizioni di rilassarsi. Per rilassarci dobbiamo prima soddisfare la nostra esigenza di movimento: è più facile rilassare i muscoli dopo averli contratti. Le attività motorie affaticano in modo sano e controllato, soddisfano la nostra esigenza di movimento e sono in grado di equilibrare gli stress negativi che subiamo durante la giornata. Per questo motivo le attività motorie e gli esercizi di ginnastica costituiscono un completamento indispensabile alle tecniche di rilassamento. Per controllare l'ansia e la tensione bastano pochi esercizi, semplici, di rilassamento. Eseguendoli con regolarità è possibile raggiungere la capacità di autogestire l'ansia e la tensione perché agiscono direttamente su di esse. Per imparare le tecniche di rilassamento è fondamentale iniziare con gli esercizi di controllo del respiro. Infatti, la prima modificazione che avviene in noi quando siamo in ansia è a livello del respiro: esso diventa breve, superficiale e affannoso. Attraverso il controllo del respiro è possibile ridurre l'ansia, la tensione e le loro conseguenze negative.

Dr. Alessio Guaglianone, Posturologo,