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Latte e derivati: curiosità e falsi miti

Effetti positivi del consumo di latte e derivati

L’obesità è in continuo aumento in tutto il mondo, tanto da assumere proporzioni epidemiche. L’introito calorico, la percentuale e la qualità dei macronutrienti e la tipologia degli alimenti svolgono un ruolo importante nel prevenire o favorire tale condizione medica.

Latte e derivati: falsi miti a confronto con gli ultimi dati scientifici in merito agli effetti sulla salute umana

L'opinione pubblica considera abitualmente i latticini (dairy products in lingua inglese) quali alimenti ricchi in grassi ed ipercalorici e, quindi, obesiogeni. 

D’altra parte, la letteratura scientifica è stata a lungo controversa sulla relazione tra latticini e peso corporeo, mentre gli studi epidemiologici e le metanalisi sistematiche recenti dimostrano in maniera complessivamente unanime un ruolo protettivo dei latticini sullo sviluppo della obesità e  sulle modificazioni della composizione corporea, che si verificano fisiologicamente con l’avanzare della età. 

Il Framingham Heart Study, studio prospettico che ha seguito per 13 anni 3440 partecipanti, risultando uno degli studi epidemiologici di coorte con il maggiore numero di osservazioni (n=11683), ha dimostrato un chiaro effetto protettivo di latte e derivati (in particolare lo yogurt), riducendo l’incremento temporale del peso corporeo e della circonferenza della vita, indipendentemente da fattori demografici, stile di vita e qualità della dieta. Non è risultata una differenza significativa tra latte e formaggi o tra i vari derivati del latte con diversa  percentuale di grassi [Wang, H et al. Longitudinal association between dairy consumption and changes of body weight and waist circumference: the Framingham Heart Study. Int J Obes, 38: 299-305,2014]. Pertanto, il maggiore consumo di latte e derivati sembra avere una importanza superiore rispetto alla quantità dei grassi assunti con i dairy products. Evidentemente, componenti non lipidiche del latte esercitano un ruolo determinante nel controllo del peso corporeo e del metabolismo del tessuto adiposo (calcio, proteine, fosforo, zinco, proteine liposolubili e idrosolubili del gruppo B).

Un altro recente studio prospettico di coorte (Women’s Health Study), con 18 anni di osservazione, condotto su 18438 donne normopeso (BMI: 18,5- 25,0), di età pari o superiore a 45 anni e prive di malattie metaboliche e cardiovascolari, ha dimostrato che le donne che hanno assunto maggiori quantità di dairy products hanno presentato un incremento ponderale inferiore rispetto a quello manifestato dalle donne che hanno introdotto meno latte e derivati [Rautiainen S et al Dairy consumption in association with weight change and risk of becoming overweight or obese in middle-aged and older women: a prospective cohort study.Am J Clin Nutr, 103: 979-988, 2016]. Curiosamente, dalle analisi multivariate, risulta che l’effetto protettivo è maggiore per i prodotti caseari più grassi, così come il maggiore consumo di questi si è associato ad una minore incidenza di sovrappeso ed obesità. Il Women’s Health Study ha diversi punti di forza: è stato condotto per molti anni ed è stato realizzato in in una coorte numerosa; tutti i dati concernenti lo stile di vita, i parametri dietetici e gli aspetti clinici sono stati forniti con particolare perizia ed i controlli del peso corporeo sono stati frequenti durante il follow-up. Il dato che il maggiore consumo dei dairy products più grassi sia risultato associato ad una minore incidenza di sovrappeso ed obesità è in linea con i risultati di altri studi prospettici, come il Coronary Artery Risk Development in Young Adults study. Questi risultati non ci devono indurre a prediligere i latticini ed i formaggi più grassi, ma possono permetterci di non demonizzare i formaggi grassi come si è verificato per la carne rossa.

Per quanto concerne il calcio, deve essere subito enfatizzato che il calcio che deriva dai dairy products è assorbito in maniera più efficace rispetto a quello proveniente da alimenti non caseari, perché la serina fosforilata ed i residui di treonina contenuti nei dairy products esercitano un ruolo importante nel rendere il calcio uno ione solubile durante i processi digestivi. Infine, è stato dimostratoche il calcio favorisce la formazione di micelle insolubili o lega gli acidi biliari, inducendo un minore assorbimento intestinale di grassi [Kratz M, Baars T, Guyenet S. The relationship between high-fat dairy consumption and obesity, cardiovascular, and metabolic disease. Eur J Nutr, 52: 1-24, 2013]. 

Conclusioni

Come rilevato dalle ultime evidenze scientifiche, latte e derivati non vanno drasticamente ridotti, o peggio eliminati, nelle diete proposte ai pazienti che desiderano perdere peso. Al contrario, considerando anche le recenti acquisizioni sul ruolo protettivo dei dairy products sul rischio di ipertensione, diabete mellito tipo 2, cancro della mammella, etc. , è indicato informare i tecnici del settore della nutrizione e la popolazione generale che demonizzare i derivati del latte è un errore tecnico. Queste considerazioni sono naturalmente presentate nel totale rispetto dei vegetariani e vegani.

Dott.ssa Roberta Zupo, Biologa Nutrizionista Bari