Menu Contattaci Scrivici su WhatsApp

Sindrome metabolica: cos’è e come prevenirla

Nell’occidente questa sindrome sta pian piano prendendo piede, raggiungendo proporzioni epidemiche

Quando si parla di sindrome metabolica ci si riferisce ad una condizione patologica risultante da un insieme di problematiche aventi come origine comune un’errata azione dell’insulina, la cosiddetta resistenza insulinica. In altre parole, gli organi bersaglio dell’insulina smettono di rispondere, diventano quasi ‘sordi’ alla presenza dell’ormone nel sangue. Un mancato intervento scatenerebbe l’insorgenza del diabete che, associato ad un’alterazione dell’assetto lipidico e all’incremento dei livelli di infiammazione, porterebbe ad un elevato rischio di malattie cardio e cerebrovascolari. Nell’occidente questa sindrome sta pian piano prendendo piede, raggiungendo proporzioni epidemiche. 

Diagnosi

La diagnosi si effettua sulla base della presenza di almeno 3 dei seguenti fattori di rischio:

Fattori di rischio ed alimentazione

La caratteristica che accomuna i soggetti con sindrome metabolica è l’aumento ponderale, la sedentarietà ed un certo grado di resistenza insulinica. Lo stile di vita e le abitudini alimentari sono tra i principali fattori di rischio su cui agire in termini di prevenzione, ma anche di cura. 

In particolare, bisogna evitare l’eccessivo introito di zuccheri (soprattutto quelli raffinati) ed aumentare il livello di attività fisica. L’obiettivo è quello di non cadere nella trappola della sedentarietà ed evitare di accumulare grasso a livello addominale, da cui ne deriva una condizione di infiammazione cronica, quindi un peggioramento della sensibilità dei recettori insulinici. Una dieta priva di zuccheri semplici e con un contenuto moderato di carboidrati, esclusivamente integrali, è fondamentale come approccio preventivo. Ci sono, inoltre, una serie di nutrienti con potenziale ruolo terapeutico: tra questi, il resveratrolo (antiossidante contenuto nel vino rosso in maggior quantità, ma anche nel cioccolato fondente e nei frutti di bosco), gli acidi grassi omega 3 (presenti nel pesce azzurro, nei semi oleosi e nella frutta secca in particolare), la cannella, la soia e la curcuma.


Dott.essa Roberta Zupo, Biologa Nutrizionista