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Alzheimer: sintomi e cause

La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni

Che cos'è l'Alzheimer

L’Alzheimer, è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in età presenile (oltre i 65 anni). Viene nominata come disturbo neurocognitivo maggiore o lieve e si stima che circa il 50-70% dei casi di demenza sia dovuta a tale condizione, mentre il 10-20% a demenza vascolare (riduzione di afflusso sanguigno a livello cerebrale, esempio post ictus).

Il sintomo precoce più frequente è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Con l'avanzare dell'età possiamo avere sintomi come: afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé, problemi nel comportamento.

La ricerca indica che la malattia è strettamente associata a placche amiloidi (formazioni extracellulari costituite da una parte centrale in cui si accumula proteina amiloide, e una parte periferica in cui si depositano detriti neuronali (principalmente frammenti assonali) e ammassi neurofibrillari riscontrati nel cervello, ma non è nota la causa prima di tale degenerazione. Circa il 70% del rischio si ritiene sia genetico con molti geni solitamente coinvolti. Altri fattori di rischio includono: traumi, depressione o ipertensione. Il processo della malattia è associata a placche amiloidi che si formano nel SNC.

La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, principalmente attribuita alla beta-amiloide, una proteina che, depositandosi tra i neuroni, agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello (si tratta di un neurotrasmettitore, ovvero di una molecola fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva). La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte dello stesso, con conseguente atrofia progressiva del cervello nel suo complesso.

Ipotesi dopaminergica

L'ultima ipotesi formulata (aprile 2017) indica nella morte dei neuroni dell'area tegmentale ventrale deputati alla produzione della Dopamina la causa della malattia. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'università Campus Bio-Medico di Roma guidato da Marcello D'Amelio. Nelle prime fasi della malattia, infatti, si registra la morte dei neuroni dopaminergici nella zona tegmentale ventrale del cervello: questo genera deficienza del neurotrasmettitore nell'ippocampo, portando quindi ai tipici sintomi della perdita di memoria.

A mio parere, quest’ultima  ipotesi può essere tra quelle più accreditate, se non come causa, almeno concausa , questo perché il sistema dopaminergico è essenziale per funzioni legati alla stimolazione dell’azione motoria e del ricordo degli schemi motori. Anche se al momento non esistono vere e proprie cure per bloccare l’Alzheimer ma alcuni studi hanno confermato che l’attività motoria e altri sistemi alternativi, come la musica, possono rallentarla. Questi studi principalmente si basano sullo sviluppo e mantenimento delle aree vascolari cerebrali e della stimolazione della dopamina (come abbiamo visto la carenza ne può essere una causa) e dell’Acetilcolina (così come per la dopamina).

Come funzionano Dopamina ed Acetilconina

Dopamina

La dopamina è un importante neurotrasmettitore della famiglia delle catecolamine, con una funzione di controllo su: movimento, la cosiddetta memoria di lavoro, la sensazione di piacere, produzione di prolattina, i meccanismi di regolazione del sonno, alcune facoltà cognitive e la capacità di attenzione.

Precursore di due neurotrasmettitori della famiglia delle catecolamine: la norepinefrina (o noradrenalina) e l'epinefrina (o adrenalina).

Dopamina e Movimento

Le capacità motorie dell'essere umano (correttezza dei movimenti, rapidità dei movimenti ecc.) dipendono dalla dopamina che la substantia nigra rilascia sotto l'azione dei gangli della base.
Infatti, se la dopamina rilasciata dalla substantia nigra è inferiore al normale, i movimenti diventano più lenti e scoordinati. Viceversa, se la dopamina è quantitativamente superiore al normale, il corpo umano comincia a eseguire movimenti non necessari, molto simili a dei tic.
Quindi, la fine regolazione del rilascio di dopamina, da parte della substantia nigra, è fondamentale affinché l'essere umano si muova correttamente, eseguendo gesti coordinati e alla giusta velocità.

Dopamina e Memoria

Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che adeguati livelli di dopamina nella corteccia prefrontale migliorano la cosiddetta memoria di lavoro.
Per definizione, la memoria di lavoro è “un sistema per il mantenimento temporaneo e per la manipolazione dell'informazione durante l'esecuzione di differenti compiti cognitivi, come la comprensione, l'apprendimento e il ragionamento”.
Se i livelli di dopamina con origine nella corteccia prefrontale diminuiscono o aumentano, la memoria di lavoro comincia a risentirne.

Acetilcolina

La molecola della acetilcolina (abbr. ACh, dall'inglese AcetylCholine) è uno dei neurotrasmettitori più importanti. È responsabile della trasmissione nervosa sia a livello di sistema nervoso centrale sia di sistema nervoso periferico. E’ un neurotrasmettitore,  fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva.

Vi sono due tipi di recettori per l'ACh: i recettori muscarinici e i recettori nicotinici.

Le azioni muscariniche corrispondono a quelle indotte dall'ACh rilasciata dalle terminazioni nervose parasimpatiche postgangliari, con due significative eccezioni:

L'ACh provoca una vasodilatazione generalizzata, nonostante buona parte dei vasi non sia innervata dal sistema parasimpatico.

L'ACh provoca la secrezione da parte delle ghiandole sudoripare, che sono innervate da fibre colinergiche del sistema nervoso simpatico.

Le azioni nicotiniche corrispondono a quelle dell'ACh rilasciata a livello delle sinapsi gangliari dei sistemi simpatico e parasimpatico, della placca neuromuscolare dei muscoli volontari e delle terminazioni nervose dei nervi splancnici che circondano le cellule secretorie della midollare del surrene.

Articolo a cura del Dr. Giovanni Peduto, Chinesiologo

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