Menu Contattaci Scrivici su WhatsApp

L'intestino al centro della salute:guida pratica per combattere la stipsi

L’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio

La chiave di stress, ansia e tensione risiede nella pancia. Qui, infatti, si trova un vero e proprio secondo cervello, con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo che regola le emozioni, i ricordi e il piacere. A lungo l’intestino e’ stato considerato una struttura periferica, deputata a svolgere funzioni marginali. La verità è che la nutrizione influenza il nostro pensiero e la nostra mente inconscia in una proporzione addirittura del 90%! Oltre a mostrare un collegamento diretto con lo sviluppo di quasi tutte le malattie.

Il dott. Michael D.Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University autore del best seller “Il Secondo Cervello” afferma che “L’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio” .

Anatomia dell'intestino

Ma partiamo dall’inizio: secondo il libro "Fisiologia - Un Approccio integrato di D.U. Silverthorn" - nell’ adulto l’intestino ha una lunghezza complessiva di circa 4 metri, e copre un’area molto vasta, basti pensare che il tessuto intestinale srotolato ha una dimensione di circa 200-250 metri quadri.

L’intestino tenue, costituisce la prima parte del tratto intestinale mentre i rimanenti 100-120 centimetri sono costituiti dall'intestino crasso. Per quanto riguarda l'intestino tenue, circa 25 centimetri sono costituiti dal duodeno, dove si completano gran parte dei processi digestivi, mentre i tratti intermedi e terminali, rispettivamente chiamati digiuno ed ileo, misurano circa 260 centimetri. Questi tratti sono prevalentemente deputati all'assorbimento dei nutrienti, così come il colon (o intestino crasso) dove viene riassorbita un'ulteriore quantità di acqua e sali, oltre alle vitamine e alle sostanze volatili prodotte dalla microflora locale. Il nostro intestino è un organo straordinario, non solo ha il compito di assorbire i nutrienti, ma costituisce anche una barriera fisica e meccanica  alle tossine, ai microrganismi, ai cibi indigeriti e alle proteine allergizzanti. Questa funzione di barriera è svolta anche dalla flora microbica,  circa 10.000 miliardi di cellule batteriche. Questa ha diverse funzioni, oltre contrastare batteri e funghi nocivi, supporta una buona digestione, mantiene le difese immunitarie di tutto l’organismo, produce antibiotici naturali , sintetizza alcune vitamine come la B12 e la K, e produce aminoacidi .

Stipsi: definizione

Si parla di stitichezza (stipsi) quando si ha una difficoltà o un insoddisfazione e/o una ridotta frequenza dell’atto evacuativo. In funzione della durata e in base alle cause, la stipsi viene classificata come acuta, occasionale e cronica. La prima è definita tale quando dura meno di 3 mesi. La seconda quando dura per periodi variabili, in quanto insorta spontaneamente o perché conseguente a situazioni particolari quali: gravidanza, emorroidi, assunzione temporanea di farmaci. Infine cronica quando si protrae da oltre sei mesi.

Nella pratica clinica, si può definire la stipsi in base anche alla frequenza defecatoria, ovvero qualora inferiore alle 3 evacuazione a settimana. Tuttavia spesso la riduzione della frequenza dell’evacuazione può associarsi anche ad altri sintomi, quali dolori addominali, meteorismo e gonfiore, difficoltà ad espellere feci dure e disidratate, senso di evacuazione incompleta. Inoltre, la stipsi può anche essere un sintomo della sindrome da intestino irritabile (SII)  in cui, generalmente, la stitichezza si alterna a comparsa di scariche diarroiche. A volte sono presenti fattori non modificabili che predispongono alla stipsi, ma per la maggior parte dei casi esistono strategie che permettono di regolarizzare la funzionalità intestinale, come una corretta alimentazione, uno stile di vita attivo e l’adozione di misure per il controllo dello stress.

Epidemiologia e fattori di rischio 

La prevalenza della stipsi, nei paesi occidentali, varia dal 2 al 28% in base alla definizione adottata, età e sesso del campione epidemiologico. Nella popolazione adulta è più  frequentemente riscontata nelle donne e nelle persone con età superiore a 65 anni. Tra i fattori che favoriscono la stipsi, grande rilievo viene attribuito a quelli dietetici ed ambientali.Negli anni ’60, il dott. Denis Burkett, lavorando in Uganda, riscontrò una bassissima prevalenza di malattie intestinali nella popolazione africana pertanto ipotizzò che le fibre avessero un ruolo protettivo, tanto che era solito affermare scherzosamente nelle sue conferenze che “ la quantità di escrementi di un popolo è inversamente proporzionale al numero di ricoveri in ospedale “. La dimostrazione è giunta solo 50 anni dopo con degli studi prospettici.Tutto ciò per dire che un carente apporto di fibre e di liquidi causa un ridotto volume fecale con insufficiente stimolazione dell’attività motoria del colon. La conseguente ed eccessiva disidratazione  delle feci ne aumenta la durezza   e ne rende difficile l’evacuazione. Secondo i Larn (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) un adulto in buona salute dovrebbe assumere almeno almeno 25 g/die di fibra alimentare prevalentemente da alimenti come frutta , verdura, cereali integrali e legumi.

Cause,sintomi e cura della stipsi

La stipsi può essere causata da molteplici  fattori sia ambientali che metabolici.Lo stile di vita occidentale, con i suoi ritmi frenetici,  con una dieta povera di fibre, e con la mancanza di esercizio fisico contribuisce alla sua insorgenza. Tra le altra cause della stipsi  possiamo annoverare gli effetti collaterali indotti dall’assunzione cronica di alcuni  farmaci, in particolare: antidolorifici, narcotici, antidepressivi.

Il sintomo più comune della stitichezza riguarda la quantità delle feci emesse durante l’evacuazione che è troppo scarsa, con consistenza tendenzialmente dura. Altri sintomi frequenti sono: tendenza a spingere durante l’evacuazione, falso bisogno di evacuare, sensazione di svuotamento incompleto, dolore alla pancia e gonfiore addominale.

Terapia non farmacologia : cambiamento dello stile di vita

Per curare la stipsi è fondamentale modificare lo stile di vita.Partiamo dall’alimentazione che dovrebbe basarsi su 3 concetti chiave :

Il primo passo è adottare una dieta equilibrata, variata e ricca di fibre provenienti soprattutto da alimenti naturali come verdura e frutta.Per garantire l’igiene e il benessere intestinale occorre cibo crudo (quando è possibile), liquido e caldo.Iniziare, quindi il pasto con un piatto di verdure crude vi aiuterà a migliorare il transito intestinale e ridurrà l’assorbimento degli zuccheri e grassi.Sostituire il pane e la pasta raffinati con gli analoghi  integrali; aumentare il consumo dei cereali integrali a chicco come farro ,orzo, miglio , grano saraceno , riso integrale e segale.Anche i legumi sono un importante fonte di fibre, carboidrati a basso indice glicemico e proteine vegetali. Inizialmente sarebbe preferibile orientarsi sul consumo di lenticchie e ceci perché sono più digeribili  degli altri legumi.I pasti devono essere consumati a intervalli regolari e senza fretta, masticando lentamente, prendendosi del tempo per gustare il proprio piatto .Inoltre è importante la riduzione del consumo di latte e latticini che in soggetti predisposti potrebbero sviluppare degli eventi di stitichezza.

Alimenti consentiti e consigliati

Alimenti consentiti con moderazione

In questa categoria sono presenti gli alimenti definiti “astringenti” poiché possiedono componenti non digeribili che provocando una distensione delle pareti del colon ne impediscono la normale contrazione, necessaria per spingere le scorie fino alla parte inferiore dell’intestino dove si formeranno le feci.

E’ importante fare attività fisica di media intensità (es. camminare per un’ora al giorno o praticare attività più intense, come il nuoto, la bicicletta e la corsa, per 30 minuti al giorno ). Infine, bisogna analizzare la propria situazione emotiva e psicologica tenendo presente che lo stress, l’ansia, gli stimoli emozionali, la paura e l’aggressività alterano la motilità gastrica e intestinale. Attività come lo yoga, la meditazione aiutano a combattere lo stress indotto dal vivere moderno e agiscono indirettamente sul miglioramento della funzione intestinale.

Ultimi studi dimostrano che, anche, l' anca assumendo un errata postura durante l’atto defecatorio, potrebbe incidere nello sviluppo e persistenza della stipsi.

Questo tema è stato ripreso della scrittrice Giulia Enders che nel suo best seller “ l’intestino felice “ fa riferimento a uno studio effettuato dal dott. Dov Sikirov su un campione di 28 persone, chiedendo loro di espletare le funzioni quotidiane in tre posizioni diverse: sedute su un normale water come su un trono, rannicchiate comodamente su un gabinetto molto piccolo o accovacciate come se fossero all’aria aperta.Il risultato:da accovacciati i partecipanti hanno dichiarato di sentirsi svuotati.(Sikirov, D 2003)

Quindi la posizione migliore per evacuare è quella di acquattamento ( posizione da bagno turco).

Concludendo


Autore

Dott. Francesco Marinelli, Biologo nutrizionista.