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Coronavirus: a noi spetta l’obbligo morale e civile di scendere in campo

Non è una normale influenza e non può essere trattata come tale

Cos'è il CORONAVIRUS

DATI:
Infezione Virale, denominata CORONAVIRUS SARS-COV-2

ANALISI:
“Sindrome respiratoria acuta grave”, di probabile origine animale (Pipistrelli o Serpenti) trasmesso per zoonosi. Fonte di contagio primaria attualmente ancora sconosciuta, gli unici ceppi isolati in animali condividevano “solamente” l’88% della loro sequenza genetica con la SARS-COV-2.
Altra peculiarità è quella di essere un virus con una forte propensione a mutare ed adattarsi, quindi molto performante ed efficiente per il suo scopo: contagiare più organismi possibili e parassitare il più a lungo possibile.
Le modalità di contagio evidenziate fino a questo periodo fanno presumere che il virus avesse “saltato” già negli organismi uomini da tempo e abbia mutato specificandosi a questo organismo.

Modalità di trasmissione

DATI:


ANALISI:
Sei piedi (182cm) è la distanza rilevata della possibile sospensione delle microgocce. Sono state trovate tracce anche nelle feci dei pazienti contagiati.
Ad oggi non vi sono evidenze di un possibile contagio per contatto attraverso superfici infette, fatta eccezione per le parti del corpo che fungono da mezzo di trasporto di microgocce infette tra le superfici e le vie aeree (bocca e naso) o occhi.

Sintomi


Tempo di Incubazione

DATI:
2-14 GG ( 27gg Max; Media 5gg)

ANALISI:
In Cina sono stati rilevati più casi oltre i 20 gg e un caso a 29 gg.
Tuttavia una prescrizione di quarantena di 14 gg è quella ancora oggi condivisa a livello internazionale.

Tasso di mortalità

DATI:
3,81% (9,6% SARS; 34,4%MERS-CoV; 0,1% FLU)

ANALISI:
Il dato è in forte e sistematica ascesa, in una settimana ha preso più di un punto percentuale.
Il COVID 2019 ha già superato la SARS per numero di morti totali sebbene abbia un tasso di mortalità notevolmente inferiore.
Questo virus, rapportato alla comune influenza virale, risulta essere significativamente più letale (circa venti volte maggiore).
Tuttavia, il tasso è variabile in funzione della posizione del contagio. Questa variabilità è determinata dalle diverse caratteristiche della popolazione (età media, condizioni igieniche, qualità di vita, ecc.).
I dati in possesso ad oggi determinano solamente una prima statistica di fasce di rischio di mortalità per età:
14.8% over 80; 8% 70-79AA; 3.6% 60-69AA; 1.3% 50-59AA; 0.4% 40-49AA; 0.2% under 40
Il dato dei morti è accertato, il dato dei contagiati effettivi non certo. Il che può portare ad una errata relazione sulla mortalità.

Rapporto di Contaminazione

DATI:
R=2.2 (SARS R=3)

ANALISI:
Attualmente il rapporto di contagio è di R2.2, il che significa che mediamente ogni contagiato infetta altre 2.2 persone. E’ indicazione condivisa che un rapporto sostenibile per contenere l’epidemia sia inferiore a R1.
L’Italia ha il triste e preoccupante primato d’esser il terzo paese al mondo per contagiati, oltre 3000, prima in Europa con un numero dieci volte superiore alla media

Soggetti a rischio

DATI:
Anziani over 65, patologie croniche, disturbi autoimmuni, diabetici, immunodepressi, obesi, interventi chirurgici pregressi importanti, malattie polmonari pregresse, soggetti in trattamento oncologico, asmatici, sieropositivi, condizioni patologiche neurologiche e di neurosviluppo, nefropatici cronici, epatopatici, bambini sotto i due anni, cardiopatici, donne in gravidanza, grandi ustionati.

ANALISI:
Qualsiasi condizione fisiologica o patologica che indebolisca o deprima il sistema immunitario determina statisticamente un soggetto a rischio.

Prevenzione

DATI:
Lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20”, evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca con mani non precedentemente igienizzate, evitare qualsiasi contatto diretto e indiretto con persone contagiate.

ANALISI:
Le mascherine sono sussidi utili a chi è ad alto rischio di contagio come sanitari in genere e persone contagiate. Non vi sono indicazioni di utilità per chi è sano, al contrario risultano un possibile danno indiretto privandone chi ne necessita davvero.
L’organizzazione mondiale della sanità ritiene plausibile un aumento della necessità di DPI specifici del 40%.

Terapia

DATI:
Non esistono terapie specifiche approvate. Attualmente sono in sperimentazione due terapie farmacologiche sottoposte a studio clinico.

1) Il “Remdesivir”, farmaco sperimentale antivirale ad ampio spettro.
2) La “Clorochina Fosfato”, un farmaco attualmente utilizzato per la prevenzione e trattamento della malaria.

ANALISI:
Ad oggi nella maggioranza dei casi il virus colpisce in forma lieve (81%).
Solamente una minima parte dei contagiati presenta una forma grave con necessità di ospedalizzazione (18%). Di questi, una parte consistente deve essere curata in terapia intensiva (7%-11%)

Sviluppo

DATI:
In fase di analisi

ANALISI:
Ad oggi non vi sono previsioni statistiche possibili vista la scarsità di dati su questa forma evoluta del patogeno. La più probabile ipotesi, sperando si comporti al pari dei virus suoi predecessori, è che con l’arrivo di temperature più elevate il virus diminuisca la sua capacità di trasmissione. Ad oggi però non sono a disposizione evidenze statistiche in tal senso.
Un dato recentemente emerso è che ci sono evidenze che il virus rimanga in forma non contagiosa nel corpo post guarigione. Cosa questa ritenuta da molti esperti positiva, in quanto permetterebbe all’organismo di sviluppare una forte risposta immunitaria specifica.

Peculiarità

DATI:
FLU vs COVID2019

Per la comune influenza (FLU) abbiamo maturato una nostra immunità specifica, esistono vaccini specifici, abbiamo terapie farmacologiche specifiche approvate a livello internazionale, abbiamo qualche decennio di dati epidemiologici da cui attingere informazioni in continuum.
Per il Coronavirus (COVID2019) non abbiamo maturato una nostra immunità specifica, non esiste un vaccino specifico, non abbiamo terapie farmacologiche specifiche approvate a livello internazionale, non abbiamo alcun dato epidemiologico, se non quelli degli ultimi tre mesi.

ANALISI:
Allo stato attuale non è gestibile come una normale influenza.

Conclusioni

Non è una normale influenza e non può essere trattata come tale. Qualsiasi comportamento in tal senso sarebbe irresponsabile. La scienza e la medicina non sono infallibili ma sono statistiche. Il fatto che questo virus sia così sconosciuto alla comunità sanitaria è un fattore di rischio primario. Questa assenza di dati infatti determina una assoluta incertezza sulla maggioranza degli aspetti del virus. I dati stessi qui riportati domani saranno già “obsoleti” vista la velocità di evoluzione della situazione. Non siamo certamente al picco epidemico e l’incapacità di poterne prevedere lo sviluppo è un altro fattore di rischio primario. Il problema quindi risiede da questa assenza di dati, non avere ancora operativo un vaccino e avere una terapia farmacologica specifica ancora in sperimentazione. Le evidenze sin qui raccolte evidenziano delle nette differenze con la classica influenza che, insieme ai rischi e ai problemi precedentemente citati, obbligano la comunità scientifica internazionale ad avere la massima prudenza nell’analizzare e contenere al massimo il Coronavirus.

Scendiamo in campo, tutti, con sobrietà!!!

Ma ho paura…
La psicosi di massa immotivata è il peggiore approccio che si può avere.
Il barricarsi in casa senza motivo o indossare protezioni da contaminazioni nucleari è dannoso alla comunità, tanto quanto non osservare le minime indicazioni di igiene personale e le norme di comportamento in pubblico.
Ripeto, dobbiamo solo aiutare la comunità scientifica nel suo operato con delle semplici norme di responsabilità, in primis l’igiene personale massima, l’evitare contatti ravvicinati con persone contagiate e seguire le disposizioni istituzionali.


Per il bene della nostra Salute...Restiamo a Casa...

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