ll selenio: parte essenziale della nostra alimentazione
Esistono numerosi studi che coinvolgono il selenio nel trattamento delle malattie cardiache

Il selenio è un metallo grigio-argenteo scoperto per la prima volta nel 1817 da due chimici svedesi. All’interno del nostro organismo, svolge moltissime funzioni, incluso un ruolo di protezione dalle malattie cardiache e dal cancro. Massicci dosaggi di selenio sono velenosi e, solo nel 1957, alcuni ricercatori dell’Università della California hanno scoperto l’utilità di questo metallo nella prevenzione dei danni epatici.
Selenio come parte essenziale della nostra alimentazione
Al giorno d’oggi, scienziati e nutrizionisti riconoscono il selenio come parte essenziale della nostra alimentazione. Anche se ne abbiamo bisogno solo di piccole quantità , esso viene ampiamente utilizzato all’interno del corpo. Mantiene infatti in salute:
- La funzione renale;
- Sostiene il sistema immunitario proteggendo i globuli bianchi;
- Promuove la salute di occhi, cute, capelli;
- E' un componente dello sperma, con un ruolo essenziale nella fertilità;
- Agisce inoltre come uno degli ‘ spazzini ‘ corporei, rimuovendo altri metalli come cadmio e mercurio;
- Forse la proprietà più importante è il suo ruolo come componente dell’enzima glutatione per ossidasi, che aiuta a prevenire i danni causati dai radicali liberi.
Esistono numerosi studi che coinvolgono il selenio nel trattamento delle malattie cardiache: nel 1974 è stato scoperto infatti, che questo metallo potesse curare il morbo di Keshan. Questa malattia comporta un’insufficienza cardiaca dovuta a debolezza del muscolo cardiaco e ha causato la morte di molti bambini e donne in età fertile in Cina.
Il selenio ha inoltre proprietà benefiche :
- Per la tiroide;
- Per la prostata;
- Contrasta l’invecchiamento cutaneo;
- Mantiene la pelle giovane.
Fabbisogno giornaliero di selenio
Il selenio esiste in varie forme: il selenio organico, meglio assorbito dal corpo e il selenio inorganico, assorbito dal corpo con minore facilità e risulta tossico in dose massicce. Entra nell’organismo umano tramite l’alimentazione, viene assimilato tramite l’intestino tenue ed eliminato attraverso le urine (50/60%), il processo respiratorio e le feci. Il fabbisogno giornaliero di selenio per gli adulti è di 50-55 microgrammi mentre aumenta nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento (65-75 microgrammi. In condizioni fisiologiche e con uno stile di vita sano ed equilibrato non sussiste alcun rischio di mancanza di selenio. Una carenza di questo metallo si può avere se si soffre di disfunzioni metaboliche, come l’ipotiroidismo, oppure si verifica in soggetti che hanno subito danni importanti dell’intestino con compromissione della sua funzione.
Anche un forte stress psico fisico contribuisce ad abbassare i livelli di selenio. Una situazione di deficit , in primo luogo, rende l’organismo più vulnerabile a problematiche di salute collegate alla carenza di altri oligoelementi o vitamine. Per esempio, poco selenio, può causare una carenza di iodio a livello della tiroide, può determinare: debolezza muscolare,
- Abbassamento delle difese immunitarie;
- Aumento dei processi infiammatori;
- Disturbi alla tiroide;
- Invecchiamento precoce;
- Problemi alla pelle, perdita di memoria;
- Arteriosclerosi e patologie cardiovascolari. In questi casi , è necessario assumere integratori specifici, presi sotto controllo medico. Di contro, se si eccede con gli integratori oppure anche se si esagera con alimenti addizionati di selenio, si determina un esubero di questo minerale che genera una condizione patologica definita selenosi.
Il selenio, infatti, se in eccesso può essere addirittura tossico per l’organismo. Superando la soglia massima di 300 microgrammi al giorno si possono determinare sintomi di eccesso di selenio sono vari:
- Da disturbi gastrointestinali, come dolori addominali, nausea, vomito e diarrea, alitosi;
- Lesioni cutanee;
- Perdita di capelli;
- Unghie fragili che presentano macchie bianche.
Fino a conseguenze più gravi a livello neurologico, come sonnolenza, irritabilità, confusione mentale, convulsioni e anche danni al sistema nervoso.