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Latte e derivati: alimenti insostituibili? La scelta va personalizzataLatte e derivati: alimenti insostituibili? La scelta va personalizzata

Se il soggetto è intollerante al lattosio o allergico alle proteine del latte, ha poco senso che assuma latte, ma ciò non esclude che possa assumerne i derivati

Per decenni si è parlato di questa classe di alimenti come fondamentale e indispensabile ai fini di un’alimentazione completa e corretta. Oggi, al contrario, una buona fetta di popolazione ha eliminato latte e derivati dalla propria tavola per svariati motivi, primo fra tutti l’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. 

Intolleranza al lattosio

La ragione di questa intolleranza è che gli enzimi coinvolti nella digestione del lattosio diminuiscono man mano che ci allontaniamo dall’allattamento, motivo per il quale negli adulti sono spesso assenti. Questo cambiamento “fisiologico” sta a significare che, molto probabilmente, l’assunzione di latte non è prevista nell’adulto: non esistono, infatti, animali che assumano latte dopo lo svezzamento, né che virino su una fonte diversa di latte come fa da sempre l’uomo (dal materno a quello di vacca). Biologicamente parlando, il latte è una sostanza ‘attiva’: contiene molti ormoni e fattori di crescita, oltre che una buona quantità di macro e micronutrienti (proteine, grassi e sali minerali, primo fra tutti il calcio). Non è pensabile generalizzare sull’assunzione di questa classe di alimenti. 

Come assumere i derivati in caso di intolleranza

La scelta va personalizzata: se il soggetto è intollerante al lattosio o allergico alle proteine del latte, ha poco senso che assuma latte, ma ciò non esclude che possa assumerne i derivati. Infatti, un soggetto intollerante al lattosio può senza dubbio assumere i derivati fermentati del latte, come il parmigiano, essendo totalmente privi di lattosio. E’ bene sottolineare che la scelta di non assumere latte e derivati non ha alcun impatto sullo stato di salute, in quanto, in natura, esistono molte altre fonti di calcio: verdure a foglia larga, legumi, noci, semi oleosi e sostituti vegetali ‘fortificati’ del latte, come il latte di soia arricchito in calcio.

Dott.essa Roberta Zupo, Biologa Nutrizionista