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Ecco i segreti per avere una postura corretta sul luogo di lavoro

In molte situazioni di lavoro statico e dinamico esiste il serio pericolo che la colonna vertebrale venga colpita da disturbi, più o meno gravi e dolorosi

I disturbi muscolo – scheletrici, come confermato dalle statistiche nazionali ed internazionali degli ultimi anni, rappresentano la prima minaccia per la salute e la sicurezza dei lavoratori. I motivi sembrano essere differenti, ma senza dubbio un contributo alla “esplosione” di tali patologie sembra essere dovuto al loro inserimento dell’elenco delle malattie professionali del 2008.I disturbi muscolo – scheletrici, a differenza delle altre malattie professionali che si manifestano con lunghi periodi di latenza e sono generate da peculiari agenti o fattori, non sono altro che la degenerazione nel tempo di particolari disturbi di cui spesso i lavoratori sono già probabilmente affetti, per cause multifattoriali, ovvero di singoli e circostanziati traumi ed infortuni a volte occorsi in determinati distretti anatomici. 

Cos’è la postura corretta?

Il concetto di postura corretta ha una definizione molto ampia, che non può assolutamente essere omnicomprensiva come spesso si vorrebbe in tanti approcci superficiali esemplicistici. Scegliendo di privilegiare gli aspetti dell'educazione motoria il contesto della vita quotidiana e della prevenzione, il concetto di correttezza sarà orientato verso uno stato di equilibrio muscolare scheletrico, che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione tissutale,dall'innesco di alterazioni metaboliche o dallo sviluppo di una deformità progressiva. Questo non significa contrariamente a quanto spesso si afferma, che debba ricercare, ossessivamente, il minimo consumo energetico. Infatti, la sicurezza posturale richiede un ampio ricorso ai sistemi di controllo attivi, mentre il risparmio porterebbe ad esaltare l'impegno di quelli passivi, riducendo la stabilità e rinunciando al controllo finale del movimento. Non significa neppure minimizzare, in assoluto, le sollecitazioni muscolo-scheletriche, perché questo porterebbe alla instabilità articolare. Più importante è assicurarsi che una data forza non trovi le concause meccanico-posturali per generare uno sforzo abnorme, su aree limitate di tessuto. Infine non esiste correttezza in una postura se la dobbiamo concepire esclusivamente in una situazione di staticità. Nell'atteggiamento posturale corretto i muscoli lavoreranno in modo efficace e gli organi toracici ed addominali si troveranno nella migliore situazione fisiologica compatibilmente con i compiti che stanno svolgendo. Il benessere morfofunzionale del corpo si identifica nell'armonia globale, in assenza di tensioni, retrazioni, asimmetrie patologiche e dolori.

Postura scorretta

La postura scorretta, si ha quando, in base alle premesse precedenti, esiste una relazione incongrua tra il segmenti del corpo, che produce un inutile aumento di sforza di tessuti delle strutture portanti, oppure del consumo energetico. Altra situazione è quella in cui viene a ridursi il margine di sicurezza della stabilità dell'equilibrio corporeo sotto l'azione delle perturbazioni esterne, oppure la precisione nell'esecuzione dell'atto motorio. I sovraccarichi, sono pericolosi perché possono compromettere la salute e l'integrità del rachide. La postura scorretta può essere determinata da non consapevolezza di sé (mancanza di educazione posturale e di esperienze motorie), che può essere risolta attraverso l'educazione motoria, turbe della crescita, difetti congeniti, dismorfismi e dismetrie che necessitano di un lavoro di correzione per evitare fenomeni di adattamento: compensazione, atteggiamenti viziati sviluppati come compenso ad agenti esterni (stili di vita, posture fisse e prolungate, sport, sovraccarichi). Dal punto di vista biomeccanico, nella postura scorretta di natura statica, gli errori sono visibili come perdita di simmetrie e scostamenti non funzionali rispetto ai profili diriferimento. Di questa situazione tra le tante proposte di definizione si ricorda quella di F.Scoppa (1999): "la perdita di rapporti armonici, ed equilibrati, tra i vari segmenti scheletrici, nei tre piani dello spazio avviene con la rottura delle sinergie muscolari equilibratrici e l'alterazione della meccanica articolare, in quanto variano sia i punti di applicazione delle forze muscolari, sia i momenti, sia la distribuzione dei carichi susegmenti scheletrici."

La prevenzione

La prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici prevede innanzitutto l’eliminazione delle cause meccaniche che li determinano, attraverso la meccanizzazione/automazione dei processi. Ove questo non sia tecnicamente fattibile, si deve ridurre/contenere il rischio il più possibile, attraverso l’utilizzo di opportuni ausili meccanici, l’applicazione dei principi ergonomici alle postazioni e alle procedure di lavoro, un’appropriata organizzazione del lavoro (pause, turnazioni, ecc.), opportune modifiche delle strutture e delle attrezzature. Obbligo del datore di lavoro è effettuare questo tipo di interventi a completamento dei quali deve altresì fornire ai lavoratori un’appropriata informazione e una specifica formazione sui rischi presenti nell’attività lavorativa. Questi adempimenti, sono previsti affinché i lavoratori possano assumere un ruolo attivo nell’adozione di comportamenti sicuri nelle attività lavorative.

Come organizzare adeguatamente il lavoro di movimentazione manuale dei carichi durante la giornata

La norma UNI ISO 11228-1, relativa al sollevamento e trasporto manuale di carichi, consente di calcolare un indice di rischio che tiene conto delle condizioni reali, considerando tutti i fattori eventualmente presenti in una determinata attività lavorativa, e di ricavare il peso massimo movimentatile. Nello specifico tale norma suggerisce di utilizzare, come pesi massimi in condizioni ideali, 25 kg per i maschi e 15 Kg per le femmine, se si vuol salvaguardare la salute del 90% della popolazione adulta sana. Va evidenziato quindi che per la stessa norma tecnica non è sufficiente fare riferimento ai valori sopra indicati, ma è necessario calcolare il valore di peso massimo movimentabile nelle effettive condizioni lavorative, tenendo conto di una serie di parametri quali ad es. la postura assunta, la frequenza e la durata del sollevamento. Infatti, tali fattori potrebbero risultare critici e abbassare il valore del peso massimo movimentabile in condizioni ideali.

Alcune regole per organizzare il lavoro possono essere:

  1. Evitare di concentrare in brevi periodi tutte le attività di movimentazione: ciò può portare a ritmi troppo elevati o all’esecuzione di movimenti bruschi;
  2. Diluire i periodi di lavoro con movimentazione manuale durante la giornata alternandoli, possibilmente almeno ogni ora, con altri lavori leggeri: ciò consente di ridurre la frequenza di sollevamento e di usufruire di periodi di ”recupero”.
  3. Ulteriore intervento preventivo è quello che ciascun lavoratore adotti comportamenti e stili di vita più salutari in particolare svolgendo attività fisica (esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo muscolare).

Prima di sollevare o trasportare un oggetto, è importante conoscere:

  1. Quanto pesa: il peso deve essere scritto sul contenitore. Se supera i valori limite, non va sollevato manualmente da soli: usare preferibilmente un ausilio meccanico oppure effettuare il sollevamento in più operatori.
  2. La temperatura esterna dell’oggetto: se troppo calda o fredda, è necessario utilizzare indumenti protettivi.
  3. Le caratteristiche del contenitore e contenuto: se pericoloso è necessario manovrare con cautela e secondo le specifiche istruzioni.
  4. La stabilità del contenuto: se il peso non è distribuito uniformemente dentro il contenitore o si sposta nel trasporto, può derivarne pericolo.
  5. Spostare oggetti troppo ingombranti, che impediscono ad esempio la visibilità;
  6. Trasportare oggetti camminando su pavimenti scivolosi o sconnessi o con dislivelli;
  7.  Movimentare oggetti in spazi ristretti;
  8.  Indossare indumenti o calzature inadeguati.
    Se gli oggetti devono essere sollevati solo saltuariamente durante la giornata lavorativa o l’attività extralavorativa, è importante conoscere le posizioni corrette per evitare disturbiall’apparato muscoloscheletrico.

Posture incongrue se si devono spostare oggetti

Metodo per migliorare la postura

In ambito internazionale e nazionale si ritiene da più parti che le malattie muscolo-scheletriche e più precisamente quelle da sovraccarico biomeccanico da movimenti ripetitivi, rappresentino oggi i più frequenti disturbi lavoro-correlati, di cui soffre la popolazione lavorativa impiegata nei più disparati contesti produttivi e che su questo fronte debbano essere impiegate le risorse principali, pubbliche e private, per il miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Personalmente ritengo che le norme di sicurezza sul lavoro, non dovrebbero affatto trascurare gli aspetti posturali, fisiologici ed il funzionamento biomeccanico corporeo delle maestranze, qualunque sia la mansione loro assegnata. Sarebbe da considerare di primaria importanza, lo studio degli aspetti posturali e dei sovraccarichi biomeccanici pregressi, sia disfunzionali generali, che derivanti da attività extralavorativa dei dipendenti. Un datore di lavoro non dovrebbe prescindere da una valutazione funzionale/posturale del lavoratore, che sia assegnato a movimentazione di carichi manuali e quindi sottoposto a sovraccarichi dovuti allo spostamento e sostegno di carichi importanti, sia che venga assegnato a mansioni che prevedano l’uso di videoterminali e quindi attività sedentaria.

L’innovazione proposta è quella di mettere in previsione, da parte del datore di lavoro, un esperto posturologo, che possa affiancare il medico competente nell’individuazione delle patologie da sovraccarico biomeccanico, durante una analisi specifica e che possa altresì indicare ed adattare alla persona in base alle proprie esigenze ed ai propri compensi posturali, la gestualità dei movimenti ripetuti, prevista durante l’attività lavorativa nell’arco della giornata. 

Abbi cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere!

Dott.ssa Beatrice Visconti, Laurea in Giurisprudenza, consulenza e sicurezza sul lavoro

Dr.Alessio Guaglianone,  Laurea in  Scienze Motorie, Posturologo