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Sport e Mal di schiena

Quando lo sport può provocare mal di schiena?

La società attuale sta dispensando sempre più l'uomo dalla necessità di compiere movimenti e sforzi e l'ha portato sempre più a ridurre l'attività motoria. Purtroppo oggi conduciamo una vita sedentaria: si effettuano tutti gli spostamenti in auto o sui mezzi di trasporto, trascorriamo molte ore in posizione seduta  a scuola, a casa, per studiare, in ufficio, per i pasti, per guardare la televisione, per usare il computer e non svolgiamo alcuna attività motoria.

Perché è dannosa la vita sedentaria

La vita sedentaria provoca un deterioramento graduale delle condizioni di efficienza. Esso avviene in modo lento e impercettibile e può portare a una vera e propria malattia: la malattia ipocinetica, cioè da poco movimento. Gli effetti negativi si manifestano in tutto il corpo.

Perché è importante praticare attività motorie e sportive?

L'attività sportiva svolta correttamente e con continuità migliora le condizioni si salute, aumenta la forza e l'elasticità muscolare, accresce la densità ossea, rende più solida la colonna vertebrale, in particolare, migliora il nutrimento del disco e delle cartilagini articolari:

Pertanto, le attività motorie e sportive sono utili anche per ridurre i fattori di rischio legati alla situazioni di stress emotivo, di depressione che si manifestano anche con scarsi risultati in attività quotidiane.

Quando lo sport può provocare mal di schiena?

Tra i fattori di rischio che provocano mal di schiena vengono elencati lo sport competitivo e i livelli eccessivi di attività fisica. Questo significa che non solo è dannoso condurre una vita sedentaria ma lo è anche esagerare nello sport e nell'agonismo. L'attività sportiva, spingendo l'atleta al massimo delle sue capacità, spesso provoca delle sollecitazioni talmente elevate che possono forzare la colonna vertebrale al di là delle sue possibilità:

Ogni sport richiede la ripetizione di uno o più movimenti tra quelli appena elencati. Occorre, ovviamente, tenere presente che lo sportivo esegue il proprio gesto atletico non solo durante le competizioni, ma anche, in modo ripetuto, negli allenamenti quotidiani. Tale ripetizione effettuata per tempi lunghi e con elevata intensità provoca microtraumi sulle strutture muscolo scheletriche, sui tendini e sui legamenti. Queste sollecitazioni diventano ancor più dannose se l'atleta non ha una buona preparazione atletica oppure se manca una adeguata preparazione tecnica. L'attività agonistica si trasforma in elevato fattore di rischio quando lo scopo principale diventa quello di raggiungere la prestazione e il successo e si perde di vista il bene primario, la salute psicofisica. 

Le sedute di allenamento troppo intense, gli impegni agonistici ripetuti e ravvicinati senza le giuste pause di recupero, sottopongono ad elevata pressione e ad usura precoce la colonna vertebrale. Ecco che allora una grande percentuale di atleti, anche in giovane età, soffre di algie vertebrali. Il disturbo più diffuso è la lombaglia, classico mal di schiena, perché la regione lombare è sottoposta a maggior carico; più raramente l'atleta soffre di cervicalgia. Tuttavia, occorre sottolineare che quando l'atleta soffre di mal di schiena, molto spesso la causa non è da attribuire allo sport ma alle posizioni che l'atleta assume al termine dell'allenamento o della gara. Infatti, stare in attività fa bene ma quando l'atleta si rilassa in una posizione seduta scorretta, quando viaggia a lungo sottoponendo la colonna agli stress da vibrazione oppure quando dorme poco o male su di un letto non idoneo, la colonna vertebrale ne risente negativamente e i dischi intervertebrali non possono avere il giusto riposo. Pertanto, è importante che l'atleta si preoccupi di usare correttamente la colonna vertebrale non solo nello sport ma anche nel lavoro e nel riposo

Qual'è lo sport più completo?

Non esiste lo sport ideale. La migliore attività sportiva è quella che piace di più e praticare sport in modo completo significa non limitarsi a sceglierne uno solo: alternando, ad esempio, la pratica del nuoto, alla corsa e all'allenamento in bicicletta, si ottengono i risultati migliori su tutte le capacità fisiche di base, la forza, la resistenza, la coordinazione e l'equilibrio. In questo modo, inoltre, si previene l'usura articolare che più facilmente si produce in chi pratica sempre e unicamente lo stesso sport. Sono particolarmente utili le attività motoria all'aria aperta; quando le condizioni climatiche e ambientali non lo permettono occorre allenarsi in palestra e privilegiare gli sport di squadra, come pallacanestro, pallavolo e pallamano. Quindi fare attività sportiva vuol dire programmare in modo corretto la frequenza, l'intensità e la durata degli allenamenti e gli eventuali impegni agonistici.


Articolo a cura del Dr. Alessio Guaglianone, Posturologo, Massoterapista

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