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Omeopatia: quali patologie può curare?

Omeopatia, tra sogno e realtà

Omeopatia, tra sogno e realtà  

Un uomo tutto intero e uno in pezzi. La lunga diatriba tra medicina tradizionale e omeopatia si rappresenta a partire da un’idea del paziente e della cura. L’uomo intero degli omeopati è un centro olistico di mente e spirito. Mentre la medicina tradizionale ci consegna l’immagine di un individuo a pezzi disintegrato tra una pluralità di specialismi, l’omeopatia invita alla lentezza e al primato della persona sulla malattia. Tra polemiche e fake news sul tema della salute parlano due omeopati di rango Francesco Negro, medico e omeopata, Presidente della Fondazione Negro ed Elena Bosi, pediatra milanese esperta in medicina omeopatica. La velocità del mondo rischia di minare il mestiere del medico. “C’è fretta nel comunicare e nell’ottenere risposte- afferma il romano Francesco Negro- per cui una patologia deve essere risolta in brevissimo tempo e non si guarda alle conseguenze dei farmaci che vengono assunti. 

La Medicina Omeopatica

La medicina omeopatica è certamente più lenta, perché deve cercare di ricostruire in una persona l’equilibrio psicofisico perso, guardando all’uomo come corpo, mente e spirito, dunque un tutt’uno. Ed Elena Bosi incalza: “si sta perdendo il rapporto confidenziale con il paziente perché non si ha il tempo di affrontare le sue problematiche. Va recuperato il tempo da dedicare alla persona per arrivare a comprendere le sue sofferenze”. L’omeopata sospende il tempo , l’orologio rallenta il ritmo e la visita omeopatica diventa una narrazione di una persona che soffre e chiede dunque aiuto. Come spiega Negro, l’omeopata deve essere attento ad ogni dettaglio del paziente da come si veste a come si muove, a cosa racconta a quali sono i suoi desideri, ai farmaci che porta con sé, ai suoi dolori ai suoi problemi. “Osservare ed ascoltare- afferma Elena Bosi- sono i due principi generali alla base di una visita omeopatica che permettono di utilizzare la semeiotica, l’arte medica di interpretare i segnali che il corpo ci manda, e che parla anche con le nostre emozioni.” Un ritmo dolce che si allarga all’intero impianto della visita omeopatica. Per il medico omeopatico è importante cogliere ogni segnale: come reagisce il paziente ad essere toccato da un estraneo ad essere posizionato su un oggetto che non conosce, se è spaventato o socievole in sede di esame. La diagnosi si avvale invece degli strumenti della medicina tradizionale per trovare il farmaco che permetta di mantenere in equilibrio il soggetto. E il rapporto tra medico e paziente deve essere sempre aperto e circolare: il malato deve sentirsi protetto costantemente. 

Quale Patologie può curare l'omeopatia

Ma quali patologie può curare effettivamente l’omeopatia? Secondo Negro, “tutto tranne quello che cura la chirurgia. Ma è chiaro che c’è un problema di velocità perché davanti ad una patologia iperacuta come un infarto io vorrei un defribillatore e non una digitale alla quinta o alla terza. In molte patologie ha invece un’efficacia estrema, pensiamo a tutte quelle che noi chiamiamo malattie psicosomatiche. Fare un elenco può diventare banale perché un po' tutte le patologie possono essere curate dalle coliti alle gastriti dall’insonnia all’ansia all’asma alle allergie”. Cosa chiedono invece i genitori per i propri figli? “Che si ammalino di meno- spiega Elena Bosi- e che non siano intossicati. Spesso arrivano qui con alle spalle 30 terapie antibiotiche ovvero in piena disbiosi con ridotta difesa nei confronti dell’infezione. Vengono dunque per infezioni ricorrenti nonostante terapie antibiotiche, allergie non più tenute sotto controllo e su questo l’omeopatia può molto senza togliere nulla a nessuno, e senza escludere le terapie tradizionali che vanno utilizzate in modo ragionato e solo quando necessario”. E dunque medicina tradizionale e omeopatia non sono in contraddizione. Un confronto tra di esse sarebbe utile ad entrambe poiché come conclude Negro “due mani lavano il viso”. Non mancano le conversioni all’omeopatia :  medici che da scettici sono divenuti accaniti omeopati .E’ accaduto a Francesco Marino, specialista in ematologia e una madre affetta da epatite C. Due anni di cure  e le transaminasi sempre alte. Poi arriva una donna nella sua vita ed il consiglio di rivolgersi ad un omeopata.” Con mio grandissimo stupore- racconta Marino- i valori delle transaminasi subiscono un vero e proprio crollo. Non ci volevo credere ero convinto ci fosse un errore o un cambio di provetta. Faccio ripetere gli esami e i risultati sono identici. A quel punto dovevo andare in fondo”. Oggi Marino è un omeopata convinto ed applica la nuova scienza assieme all’agopuntura: due discipline che si sposano perfettamente e che non sono affatto contrarie alla medicina tradizionale. “Poiché stimolano la reazione naturale all’organismo aumentando anche la risposta ai farmaci” conclude Marino. L’evoluzione della ricerca dirà dov’è il vero: forse da entrambe le parti.Stefania Pavone

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