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Coppie in crisi? ‘GAME OVER’ o ‘NEXT LEVEL’

Di colpo, è venuto a mancare il nostro spazio quotidiano

Un bacio e “a stasera”. Nell’ultimo periodo l’ombra del covid-19, ha trasformato l’abituale saluto mattutino, in una convivenza forzata h24, ma necessaria al bene comune.

Questa quarantena, insieme alla preoccupazione generale per il nostro futuro, ci sta mettendo un po’ tutti alla prova

Dai single più temerari, ai genitori obbligati a fare i genitori. Dalle coppie innamorate, agli studenti fuori sede. Di colpo è venuto a mancare il nostro spazio quotidiano, fisico e non solo. L’evasione fisica e mentale è limitata, come lo è la possibilità di scegliere come e su cosa investire la propria energia e il proprio piacere. Rimandate a data da destinarsi anche le risate complici e leggere tra amici, il pranzo con i colleghi, l’ora di nuoto e le soddisfazioni lavorative.

Ma che tipo di difficoltà stanno incontrando le coppie conviventi?

La condivisione dello stesso tetto in fondo è stata una scelta, ma chi avrebbe mai pensato di vivere insieme, ogni ora della giornata. Le tre o quattro ore passate insieme dopo il lavoro, sono diventate uno stare a contatto illimitato. Difficoltà aggiunta per chi ha un’amante, non deve essere facile darsi appuntamento in fila al supermercato e potersi scambiare solo qualche fugace sguardo.

Questa reclusione seppur temporanea, sta generando nuovi conflitti ed amplificandone di vecchi. Un po’ come se ora avesse tempo di emergere, quel fuoco sotto cenere. Dal classico e banale tubetto di dentifricio pigiato male, al fastidioso rumore dello strascico delle ciabatte. Dalla contesa del telecomando alla lista della spesa. La gestione del lavoro da casa, da far coincidere con le esigenze di una famiglia.

Ma sopra ogni cosa, la difficoltà a saziare il bisogno di uno spazio intimo e proprio, per stare soli con sé stessi, perché a volte chiudersi in bagno non basta.

Le coppie che si trascinano una crisi da qualche tempo, non possono più sbattere la porta e abbandonare la conversazione. Forse è giunta la resa dei conti e il comodo far finta di nulla, potrebbe far spazio al fermarsi e scegliere il confronto adulto.

Girare le carte e trovare il coraggio di confidarsi, che forse in questo momento, non va tutto bene. Potrebbe essere un passo, verso un amore onesto. Prendere la situazione in mano ed assumersi la responsabilità dei propri sentimenti. Correre il rischio di ferire l’altro o di farsi ferire.

Parlare di sentimenti con chiarezza, spesso spaventa. Temiamo che nell’esprimerli liberamente, questi possano minacciare la nostra integrità. Sopprimerli è in parte difensivo e confortevole, ma dall’altra è auto-sabotante. Perché riconoscersi in un’emozione non basta, serve esprimerla e condividerla con l’altro.

Troppo spesso scegliamo di vivere in superficie, teniamo le nostre storie a galla, ma abbiamo smesso di nuotare insieme. Pur di non perdere le mezze certezze che ci siamo costruiti, scegliamo la facciata monolitica piuttosto che una sincera comunicazione.

Se un gesto, una frase o un atteggiamento dell’altro, ti ha fatto sentire ferito in qualche modo, fallo presente. Se non ti sei sentito capito o ascoltato, provaci ancora, usa parole che possano aiutarlo a comprenderti. Se è stato insensibile, non ha considerato i tuoi bisogni o rispettato il tuo pensiero, comunicaglielo.

Mi suona in testa da giorni, la frase di una canzone che dice “quando comincia il silenzio, finisce l’amore, finisce l’amore”.

Articolo a cura della Psicologa, Eliana Pizzimenti

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