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Osteoporosi: i benefici del movimentoOsteoporosi: i benefici del movimento

La carenza di movimento provoca osteoporosi

Per attuare un'efficace azione educativa e preventiva nei confronti dell'osteoporosi si deve agire sui fattori di rischio che favoriscono la riduzione della densità ossea e che possono essere eliminati: scarsa attività fisica, mancanza di esposizione alla luce solare, insufficiente apporto di calcio, alcool, nicotina, abuso di caffeina e di farmaci. La presenza dell'osteoporosi non provoca di per sé alcun dolore.

Definizione dell'osteoporosi

Il termine osteoporosi indica la riduzione della massa e il deterioramento della micro-struttura del tessuto osseo che conducono a una fragilità ossea e a un conseguente aumento del rischio di frattura. La perdita di tessuto osseo avviene in modo nascosto e silenzioso, senza provocare alcun dolore; purtroppo, il primo episodio rivelatore dell'osteoporosi è spesso proprio una frattura, dovuta a una caduta o a un piccolo trauma. Per comprendere meglio il meccanismo che, in presenza di osteoporosi, agevola la frattura, è utile conoscere più da vicino le ossa, la loro struttura e la loro funzione.

Ossa

Le ossa costituiscono l'impalcatura di sostegno del nostro corpo e ne permettono i movimenti. L'osso è costituito da un'impalcatura proteica incrostata e resa rigida da sali di calcio. Nel tessuto osseo sono presenti diversi tipi di cellule, gli osteoblasti, gli osteociti e gli osteoclasti.

Perciò, nonostante l'apparente staticità, il tessuto osseo è estremamente attivo e interagisce continuamente con l'ambiente che lo circonda. E' un tessuto vivo, che si rinnova continuamente con un processo di ricambio e rimodellamento che gli permette di far fronte alle diverse esigenza funzionali dell'organismo e di riparare eventuali lesioni.

Evoluzione della massa ossea nel corso della vita

Possiamo distinguere tre fasi:

  1. La fase di incremento della massa ossea; avviene nei primi vent'anni ed è simile nei due sessi.
  2. La fase di consolidamento; è caratterizzata da una continua, lenta ascesa fino al raggiungimento del "picco di massa ossea" che avviene circa all'età di 30 anni. Fino a questo punto la differenza tra i due sessi è poco evidente.
  3. La fase di riduzione; una volta raggiunto il massimo valore di massa ossea, inizia negli anni la riduzione molto differente nei due sessi. Nello donne, infatti, si osserva in corrispondenza della menopausa, una diminuzione più precoce e più marcata. 

Questa graduale e continua riduzione della massa ossea legata all'invecchiamento è sufficiente a determinare, soprattutto nelle donne, ma anche negli uomini anziani, una fragilità ossea che li predispone a fratture anche per eventi traumatici.

La riduzione della massa ossea che si produce fisiologicamente con il passare degli anni viene definita osteopenia.

Il termine osteoporosi si utilizza, invece, quando i valori della massa ossea risultano ridotti in modo più marcato, tanto da provocare frattura anche per traumi minimi.

Nel decennio scorso il numero di fratture negli anziani si è quasi raddoppiato e, secondo le previsioni, il 40% delle donne che hanno superato i 50 anni di età subirà una frattura conseguente alla presenza di osteoporosi. Le sedi più frequenti delle fratture sono il radio, il femore e i corpi vertebrali. Le fratture del radio, l'osso dell'avambraccio, posto sul lato del pollice, sono, normalmente, conseguenza di una caduta in avanti, quando istintivamente si portano le mani avanti per proteggere il corpo dall'impatto con il terreno. Dopo i 60 anni, sempre in conseguenza di cadute, si verificano frequentemente le fratture del femore, dovute alla riduzione della massa ossea, soprattutto a livello del collo del femore. Anche le ossa della colonna vertebrale, in particolare i corpi vertebrali, possono subire fratture in conseguenza dell'osteoporosi.

Fattori di rischio

Molti sono i fattori che favoriscono l'insorgere dell'osteoporosi: il sesso, la razza caucasica o asiatica, la costituzione magra, i fattori legati alla menopausa e all'invecchiamento, le abitudini alimentari di vita, quali insufficiente apporto dietetico di calcio, scarsa attività fisica, fumo e alcol. I fattori di rischio possono essere distinti in: fattori di rischio che non possono essere evitati; fattori di rischio in parte controllabili; fattori di rischio che possono essere eliminati.

Fattori di rischio che non possono essere evitati


Fattori di rischio controllabili


Fattori di rischio che possono essere eliminati


Benefici del movimento

L'osteoporosi viene definita anche malattia da disuso, perché spesso trae origine dall'assenza prolungata di carico e dall'immobilizzazione. Inoltre, l'osso è un tessuto vivo: la sua crescita è stimolata dal movimento e dagli sforzi meccanici. Le ricerche hanno dimostrato che la ripetizione di carichi regolari sulle ossa aumenta significativamente la loro densità, permette di costruire delle riserve di tessuto osseo, di prevenire e ritardare l'inevitabile riduzione della massa ossea dovuta all'invecchiamento. Se ben programmati e dosati, i giusti esercizi possono invertire il processo osteoporotico anche quando già avviato. La miglior prevenzione dell'osteoporosi inizia fin dalla più tenera eta.

Numerosissimi studi hanno dimostrato che i valori della massa ossea degli atleti sono più elevati rispetto a quelli dei sedentari. Tale incremento si è manifestato sia per l'influenza diretta dell'irrobustimento muscolare, sia per il miglioramento della capacità aerobica. Si hanno risultati ottimali quando l'attività sportiva, senza esasperati fini agonistici, inizia nell'adolescenza, continua in età adulta e, poi, con le giuste limitazioni e gli idonei adattamenti, si protrae anche nella terza età. Chi, invece, inizia nella terza età è meglio che usi molta prudenza: si sottoponga, prima di iniziare, a una visita medica e poi, una volta raggiunta una buona preparazione atletica e una buona capacità di stabilizzare il rachide, si lasci guidare da un esperto. 

Vengono di seguito descritte alcune attività motorie utili per migliorare le capacità aerobiche e per incrementare la massa ossea.

  1. Passeggiata a passo svelto; è l'attività motoria più semplice che può essere svolta, senza difficoltà, anche dalla maggior parte delle persone anziane. Perché sia efficace, occorre, camminare a passo svelto e prolungarla sufficientemente.
  2. Salire e scendere le scale; la buona abitudine di salire e scendere le scale costituisce un ottimo esercizio quotidiano per irrobustire i muscoli e per stimolare con il carico l'incremento della massa ossea degli arti inferiori.
  3. Escursioni in montagna; le escursioni in montagna abbinano i benefici descritti per la passeggiata e il salire e scendere le scale a un allenamento propriocettivo, che stimola l'equilibrio, poiché si cammina su di un terreno irregolare. Naturalmente, occorrono molta prudenza e gradualità ed è necessario rispettare le limitazioni imposte dall'età e dal grado di preparazione.
  4. Nuoto; stimola validamente l'incremento della massa ossea a livello degli arti superiori, oltre a migliorare la capacità aerobica. Naturalmente, per ottenere questi benefici occorre allenarsi regolarmente e coprire, nuotando, distanza sufficienti.
  5. Ciclismo; andare in bicicletta costituisce un'attività consigliabile per molti aspetti nella terza età: permette di migliorare la capacità aerobica; è preferito da molte persone anziane che, a causa di coxartrosi, gonartrosi o stenosi spinale, non riescono a fare lunghe passeggiate; stimola positivamente le capacità di equilibrio.
  6. Ballo; è un attività motoria molto diffusa anche nella terza età: essa è molto utile in presenza di osteopenia. Il ballo ha molti aspetti positivi: se protratto sufficientemente, stimola la capacità aerobica; attraverso il carico costante sugli arti inferiori sollecita positivamente l'incremento della massa ossea; costituisce un'attività divertente e socializzante.

Naturalmente, non esiste sport ideale. La migliore attività sportiva è quella che piace di più e per praticare sport in modo completo significa non limitarsi a sceglierne uno solo: alternando, ad esempio, la pratica del nuoto alle passeggiate a piedi e in bicicletta si ottengono i risultati migliori sia sulla capacità aerobica; si migliora la forza degli arti superiori, degli arti inferiori e l'equilibrio. In questo modo, inoltre, si previene l'usura articolare che più facilmente si produce in chi pratica sempre e unicamente lo stesso sport. Infine, occorre ricordare che nella prevenzione dell'osteoporosi sono particolarmente utili le attività motorie all'aria aperta: un'adeguata esposizione alla luce solare stimola la produzione di vitamina D nell'organismo e rappresenta un ulteriore importante fattore protettivo. 

Il movimento, dopo l'allegria e la gioia di vivere, è la miglior medicina per l'osteoporosi.

Dr.Alessio Guaglianone, Chinesiologo, Posturologo