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Ciclismo: quando la passione diventa ossesione

Dipendenza da Sport

Quanto ci sarebbe da parlare se ognuno di noi provasse a rispondere a questa domanda, passione o ossessione?

Domanda banale? assurda?

A primo impatto può sembrare così, ma in realtà non lo è...

Quanti ciclisti praticano questo sport in maniera sana ed equilibrata, riuscendo ad ascoltare il proprio corpo, i segnali che esso trasmette ogni giorno, e quando accettano di fermarsi "entro" i propri limiti...?

Voi siete fra questi? Vi siete siete mai posti questo tipo di domanda?

Probabilmente molti si riconosceranno in questo articolo anche se avranno difficoltà ad ammetterlo.

Dipendenza da Sport

Lo sport ci trasforma, trasforma il proprio fisico e la propria mente, dopo solo pochi mesi l'attività fisica cambia il nostro modo di vivere, cambia il nostro fisico, la nostra mente si abitua a sensazioni di benessere (dovute al rilascio di endorfine), la nostra mente si abitua a trasformare anche la fatica in una sensazione di piacere, quelle sensazioni di affanno che prima si percepivano come fastidio, diventano piacevoli fino al punto di non riuscire più a farne meno. Quante volte abbiamo provato quella sensazione di astinenza dalla fatica, dopo un periodo di stop, si avverte quella mancanza, quel vuoto incolmabile e si rimpiangono quei momenti in cui si soffriva ma quella fatica, quelle sudate intense ci facevano sentirsi felici e soddisfatti.

Con il tempo tendiamo a praticare lo sport in maniera sempre più assidua, cominciamo ad essere terrorizzati da un piccolo fastidio o dolore e fingiamo di non percepirlo  raccontandoci di stare bene perché non vogliamo fermarci, perché un infortunio, uno stop forzato significa per noi una perdita..una grossa perdita...

Ma di cosa? Cosa perdiamo? a questa domanda non sempre sappiamo rispondere perché non lo sappiamo...

Spesso è una perdita di controllo, perché lo sport ci abitua a imparare a gestire e a controllare le situazioni, ad acquisire la padronanza di esse; basta pensare alla gestione perfetta di una gara in cui niente ci deve sfuggire, niente può essere lasciato al caso..dobbiamo controllare tutti i minimi dettagli perché anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza.. e a volte lo sport diventa l'unica cosa in cui il nostro controllo è così forte, in cui ci sentiamo bravi a gestire la situazione.

....e se arriva un lungo infortunio, un momento in cui dobbiamo fare stop ci sentiamo persi, abbiamo paura... paura di tante cose..paura di perdere la condizione raggiunta, la capacità di tenere un certo ritmo, la paura di buttare gli allenamenti fatti, la paura di non ritornare più come prima, la paura di perdere il controllo del peso e quel livello di forma fisica raggiunto...

la nostra mente non vuole, non lo accetta, e si obbliga ad allenarsi anche quando ci sentiamo male, anche quando abbiamo un dolore... anche quando il corpo ci chiede riposo.

Non riusciamo più vivere senza...ma questo succede perché c'è davvero un profondo amore per quello sport.. o si tratta di ossessione?

La dipendenza dallo sport purtroppo esiste e ha anche un nome e un cognome: Exercice Addiction

La dipendenza da sport rientra a tutti gli effetti nella categoria dei disturbi psichici e si caratterizza per la comparsa dei sintomi di astinenza dopo 24-36 ore di mancanza di esercizio fisico. La dipendenza sportiva può essere primaria quando è legata solo all'attività sportiva, in questo caso lo sport regola l'umore e in base al fatto che ci si alleni o no, cambia tutto il resto perché tutto ruota intorno all'attività; 

mentre si parla di dipendenza secondaria se è associata ad altri disturbi, per esempio a disturbi alimentari, in cui l'attività fisica è il mezzo regolatore per controllare il peso e la propria immagine, spesso ci sono sportivi che soffrono di anoressia e bulimia e il loro bisogno di fare sport estremo non è dettato dalla passione ma dell'esigenza di non perdere il controllo.

Il ciclismo come anche il running è uno sport "a rischio" perché può creare una condizione di dipendenza.

Il soggetto si sottopone ad allenamenti faticosissimi, e a sforzi fisici esagerati per il proprio organismo, per la ricerca esasperata di una condizione di benessere che probabilmente non ha nella vita quotidiana, ma  questo per l'organismo è tutt'altro che benessere !!! Una grande passione può diventare purtroppo negativa, bisogna amare lo sport ma NON diventarne schiavi! Non è facile riconoscere lo sportivo appassionato e il dipendente da sport, c'è una linea sottile che li divide, nel momento in cui la passione diventa ossessione. Il soggetto dipendente se si infortuna o se deve fare uno stop forzato diventa nervoso o addirittura può cadere in depressione; manifesta un vero e proprio disagio fisico e psicologico, si tormenta dai sensi di colpa.

In genere si tratta  di persone deboli, tristi, con una bassa autostima, persone che hanno bisogno di un risultato sportivo per sentirsi forti, spesso si riconoscono perché parlano in continuazione delle proprie prestazioni anche con persone non sportive, e cercano di sottolineare i propri risultati, quasi come cercassero negli altri delle conferme e delle approvazioni perché hanno bisogno di sentirsi rassicurati.

Spesso mostrano un livello di agonismo e di competitività esagerato anche quando si trovano al di fuori di una competizione, e magari stanno facendo un semplice giretto con gli amici; questo perché sono persone sofferenti e insoddisfatte che hanno bisogno di usare lo sport per prevalere sugli altri e aggiudicarsi delle vittorie che negli altri ambiti della vita non riescono ad ottenere.

Si tratta di persone molto legati ai riferimenti cronometrici, persone che anche quando fanno un giro con un gruppo di amici o una seduta di scarico dopo una gara, non riescono a fare a meno di guardare continuamente il gps per non perdere il controllo della situazione, e per evitare di lasciarsi andare!

Avere SOLO lo sport nella vita e diventare dipendente da esso è un grave campanello esistenziale!!

Lo sport deve essere praticato con entusiasmo, con impegno e dedizione ma la propria autostima NON deve dipendere dai risultati ottenuti.

Se lo sport viene "usato" per apparire migliore agli occhi degli altri e per sentirsi un eroe solo perché raggiungiamo buone prestazioni, è necessario intervenire sull'autostima, in genere chi ha bisogno di sottolineare i propri risultati è una persona debole e insicura.

Bisogna vivere lo sport cercando di dare sempre il massimo senza avere l'ossessione di uno stop forzato, perché può capitare, anzi, è come si suol dire un cane che si morde la coda, molti sportivi esagerano con i carichi senza mai riposarsi, ma è proprio così che è più facile infortunarsi, eppure se ci pensiamo bene l'infortunio è la loro più grande paura.

E' importante ascoltare il corpo, rispettarlo, quando ha bisogno di riposo bisogna concederglielo senza sentirsi in colpa!!

In conclusione l'Exercise addiction è un problema molto frequente, più di quanto possiamo pensare, molti leggendo questo articolo si saranno ritrovati in queste parole, anche se è difficile ammetterlo.

E' un problema serio, da non sottovalutare e sarebbe opportuno rivolgersi a uno specialista che saprà dare dei consigli molto utili e un valido aiuto per tornare a vivere lo sport come una bellissima passione!!!  


Dott.ssa Barbara Dore, laureata in scienze motorie

Postura e Benessere | Accademia Alta Formazione