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Yoga: che cos'è e quali sono i beneficiYoga: che cos'è e quali sono i benefici

Lo yoga presenta lo sviluppo della mente umana

Ma che cos’è lo Yoga in origine? Come veniva interpretato dagli yogi della tradizione classica indiana?

La risposta si trova negli Yoga Sūtra, che definiscono l’obiettivo dello Yoga come “la capacità di dirigere la mente verso un unico oggetto, mantenendosi in quella direzione senza distrazioni”. Gli esercizi e la pratica dello yoga forniscono tecniche mirate per sviluppare le capacità mentali e spirituali.

A differenza della psicoanalisi, lo yoga non è stato sviluppato come metodo di trattamento specializzato per sintomi psicosomatici. Fin dall’inizio esso fa parte della filosofia indiana che si è sviluppata negli ultimi duemila anni in modo del tutto indipendente rispetto all’evoluzione del pensiero occidentale. Una delle sue caratteristiche è che, a differenza di quanto è accaduto in Occidente, non ha visto la separazione tra religione e scienza, tra corpo e mente. Esistono sei darśana, intesi come differenti prospettive che, nel loro insieme, costituiscono la filosofia indiana. Lo Yoga ne rappresenta uno e sviluppa  dunque una visione generale della vita da un determinato punto di vista.

Lo Yoga presenta lo sviluppo della mente umana e della psiche senza utilizzare le categorie occidentali, come per esempio malattia-salute, corpo-mente, soggetto-oggetto, ecc. Nella sua pratica concreta ricorre a tecniche e metodi che contribuiscono allo sviluppo sia del corpo che della psiche e della mente umana. Perciò lo Yoga, la cui base culturale è certamente radicata nella filosofia indiana, rappresenta sia una concezione del mondo che una guida sistematica e strutturata per promuovere la crescita della persona nel suo complesso.

Origine dello Yoga

Lo Yoga parte da una dualità essenziale tra la coscienza pura e la materia onnicomprensiva. La coscienza ha una dimensione infinita, è una forza attiva che agisce nel nostro mondo, è senza qualità e non deve essere confusa con il concetto occidentale di mente. Può essere paragonata più facilmente alla qualità della luce. Invece la materia è caratterizzata da tre qualità di base, che possono essere descritte come movimento ed energia, pesantezza e inerzia, leggerezza e spazio. Queste qualità vengono associate ai colori:

In sanscrito, la lingua classica della filosofia indiana, le tre forze elementari della vita e della materia (guṇa) si chiamano rajas, tamas e sattva. Qualsiasi cosa che non sia pura coscienza fa parte della materia, quindi anche la psiche e i suoi contenuti, così come vengono intesi dal mondo occidentale, fanno parte della materia! La materia si trova in uno stato di movimento e di trasformazione costanti all’interno delle tre qualità descritte prima. Questo cambiamento continuo si chiama pariṇāma, e ha luogo sia nel mondo esterno che nel mondo interiore delle emozioni e dei pensieri. Ma in mezzo ai tre movimenti esiste un punto fermo che rimane uguale in se stesso. Questa è la coscienza pura, ossia Puruṣa, ed è il nucleo ed il centro dell’uomo. Dal punto di vista dello Yoga, la sofferenza psichica e la malattia sorgono quando gli uomini confondono il loro nucleo interiore, la loro coscienza pura con i loro pensieri e le loro idee, che fanno parte della materia.

Benefici delle Tecniche dello Yoga

Le tecniche dello Yoga mirano ad aiutare l’uomo a staccarsi e a liberarsi dalle identificazioni con ciò che lo circonda nel mondo materiale o mentale, e a connettersi con il suo vero nucleo interiore, la sua coscienza.

La filosofia dello Yoga e le sue tecniche sono riassunte in modo conciso negli Yoga Sūtra di Patañjali, un testo di circa 2000 anni fa, che è stato commentato e interpretato molte volte. Il testo, senza la pratica e senza la guida di un insegnante, non può essere compreso. La qualità dell’istruzione dipende dall’autenticità dell’insegnante e dal suo legame con lo Yoga attraverso i suoi maestri.  

L’autore, o meglio il compilatore di questo testo è il mitico Patañjali, della cui vita non si sa nulla, e che, sempre secondo la tradizione, oltre ad avere compilato gli Yoga Sūtra , avrebbe scritto un trattato di Āyurveda e uno di grammatica. La radice del suo nome è Pat, che significa cadere e añjali, ossia l’atteggiamento devoto con cui si uniscono i palmi delle mani e si portano al cuore. Quindi il nome sta ad indicare la sua natura divina, di “avatara; (letteralmente “discesa”, “incarnazione”)href="#_ftn2" name="_ftnref2" title="">[2] che scende, che viene mandato sulla terra per aiutare gli uomini e le donne a risvegliare la conoscenza .

Gli Yoga Sūtra costituiscono un testo molto particolare. Iniziamo dalla parola stessa “s ū tra ”, che letteralmente significa “designare qualcosa” oppure “indicare qualcosa”. Per capire meglio immaginiamoci come metafora un insieme di perle meravigliose che possono essere raccolte in una collana. Possiamo paragonare l’intera opera degli Yoga Sūtra a una collana che “infila” un insieme di pensieri preziosi. Oltre al filo che unisce le perle e al valore di ognuna di esse, è molto importante anche l’ordine in cui sono disposte.

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Antonio Olivieri, formatore yoga