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Omocisteina: un importante fattore di rischio cardiovascolare

Come prevenire e combattere l'iperomocisteinemia

I livelli aumentati di omocisteina nel sangue rappresentano un nuovo fattore di rischio cardiovascolare che, affiancato ai fattori di rischio tradizionali, può potenziarne gli effetti deleteri sulla parete dei vasi sanguigni. Il fumo di sigaretta e l’apporto dietetico di folati e vitamina B12 sono tra i principali determinanti delle concentrazioni nel sangue di omocisteina. 

Cos'è l'OMOCISTEINA?

L'omocisteina è un aminoacido solforato (cioè contenente un atomo di zolfo), normalmente presente in piccolissime quantità nelle cellule dell'organismo e si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido solforato presente negli alimenti proteici (latticini, carne, legumi, uova).
I valori di omocisteinemia nel sangue considerati fisiologici sono compresi nell'intervallo 5-13 micromoli per litro (µmol/L).
Se presente in eccesso nel circolo sanguigno (iperomocisteinemia o HHcy) l'omocisteina causa danni addirittura superiori rispetto al colesterolo.

Metabolismo dell'OMOCISTEINA

E' doveroso sapere cosa succede quando l'omocisteina si accumula nelle cellule.
Pertanto, come detto prima, bisogna sapere che l'omocisteina si forma nell'organismo dal metabolismo della metionina con la perdita di un metile.
Le principali vie metaboliche dell’omocisteina che ne mantengono i livelli intracellulari entro un determinato range sono due:

  1. Via della rimetilazione: in questo caso l’omocisteina viene convertita a metionina attraverso l’utilizzo di tre enzimi: la metionina-sintetasi, la metilenetetraidrofolato-reduttasi e la betaina-sintetasi. Questo processo metabolico entra in funzione quando si hanno basse concentrazioni di omocisteina e di metionina.. 
  2. Via della transulfurazione: in questo caso l’enzima utilizzato è l’enzima cistationina-β-sintetasi e il risultato finale della degradazione è l’aminoacido cisteina. La via della transulfurazione invece entra in funzione nel momento in cui le concentrazioni di omocisteina e di metionina aumentano (per esempio nel periodo post-prandiale).
    In entrambe le vie vengono coinvolte alcune vitamine del gruppo B: la vitamina B9 (acido folico), la vitamina B12, la vitamina B6 e la vitamina B2.


Come prevenire e combattere l'iperomocisteinemia?

Gli accorgimenti per la dieta sono senza dubbio di grande aiuto per favorire il mantenimento di un buono stato di salute e, anche, il controllo della concentrazione di omocisteina. Tuttavia è indispensabile anche mantenere uno stile di vita attivo: la sedentarietà predispone all’obesità ed è un riconosciuto fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.
Bisogna prevedere alla riduzione del consumo di caffè e di bevande alcoliche, l’astensione dal fumo, nonché una supplementazione vitaminica mirata (vit. B6, B12 e folati), possono ridurre i livelli di omocisteina. Le vitamine del gruppo B sono molecole che il nostro organismo non riesce a sintetizzare da solo e che quindi devono essere introdotte con la dieta. Le troviamo nel pesce, nella carne, in frutta e verdura, nelle uova e nei latticini. Queste vitamine sono idrosolubili e vengono eliminate con l’urina. Il nostro organismo deve perciò assumerne una certa quantità espressa in milligrammi (mg) o microgrammi (μg) al giorno. Con la cottura le vitamine si denaturano. Ecco perché si consiglia di consumare, quanto più possibile, cibi crudi o cotti a basse temperature e/o per breve tempo preferendo, per esempio, la cottura al vapore. Inoltre, bisogna anche ridurre il sale, preferendo l’impiego di spezie per insaporire le ricette.

Sono utili gli INTEGRATORI?

Se tutto questo non dovesse bastare o nel caso si abbia un difetto genetico agli enzimi sopracitati, è necessario assumere integratori che contengano le vitamine del gruppo B o, meglio ancora, integratori specifici che contengano tutte le sostanze che consentono un corretto metabolismo dell’omocisteina, ossia le vitamine B6, B12, B2, folati, betaina e zinco. Ci sono diversi studi che correlano l’omocisteina anche a diverse problematiche gastrointestinali come la stipsi, il morbo di crohn, il cancro del colon e altre malattie infiammatorie intestinali. 




Dr.ssa Maria Rosaria Vivone, informatore medico scientifico