Menu

Glicemia a digiuno e dimagrimentoGlicemia a digiuno e dimagrimento

La glicemia a digiuno (FPG) modifica il successo dietetico della perdita di peso

La glicemia a digiuno (FPG) modifica il successo dietetico della perdita di peso

Quale dieta sia ottimale per la perdita di peso e il mantenimento rimane controverso e implica che nessuna dieta si adatti a tutti i pazienti.

Un elevato valore della glicemia a digiuno (FPG), prima di sottoporsi a un trattamento dietetico, secondo recenti studi, potrebbe predire il successo nella perdita di peso nei pazienti in sovrappeso che consumano diete ipocaloriche e ad libitum con un basso carico glicemico o con fibre alte e cereali integrali. Questo biomarcatore, facilmente accessibile, potrebbe potenzialmente amplificare la perdita di peso e ottimizzarne il mantenimento per fornire una guida dietetica personalizzata per sovrappeso e obesità.

Una spiegazione sul ruolo diretto del FPG è plausibile, poiché un suo aumento riflette la resistenza all'insulina. Per agire come un segnale di sazietà, il glucosio deve essere assorbito dalle cellule del fegato, del muscolo, del tessuto adiposo e dei tessuti cerebrali che dovrebbero fornire feedback ai centri cerebrali che controllano l'appetito e l'apporto energetico. Quindi, ipotizziamo che elevate concentrazioni di FPG indicano che una minore quantità di glucosio viene assorbita dalle cellule a causa del metabolismo del glucosio alterato, e che questo può essere in parte responsabile di un più debole effetto saziante dei carboidrati negli individui prediabetici. 

Gli studi han preso in esame partecipanti in sovrappeso o obesi con FPG elevato, (cioè individui prediabetici), che sono estremamente suscettibili all'aumento di peso quando assumono una dieta con carico glicemico elevato. E’ stata somministrata loro, per 26 settimane ad libitum, la nuova dieta nordica (NND).  L'NND è un approccio alimentare completo caratterizzato da una grande quantità di fibre alimentari, cereali integrali, frutta, bacche e verdure. Lo studio dimostra che i partecipanti prediabetici hanno perso 6,04 kg rispetto alla dieta di controllo, mentre i partecipanti normoglicemici hanno perso solo 2,20 kg. Questa differenza era quasi 3 volte maggiore in pazienti prediabetici rispetto ai partecipanti normoglicemici. Inoltre, la variazione del FPG ha rivelato una differenza di 2,5 kg nella risposta tra due diete tra partecipanti normoglicemici e diabetici. I primi consumano una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati rispetto ai partecipanti diabetici che consumano una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati. 

Viene dimostrato che soggetti prediabetici possono raggiungere una sostanziale perdita di peso quando consumano una dieta con un basso carico glicemico o una dieta ricca di fibre e cereali integrali, anche senza limitare le calorie.

FPG può servire come un biomarcatore unico e facilmente accessibile che potrebbe essere utilizzato per prevedere la futura perdita di peso con diete diverse. Si potrebbe analizzare meglio il valore della glicemia a digiuno al fine di aiutare a trovare la dieta più appropriata per le persone con differenti stati glicemici.




Dott.ssa Claudia Cicino, Biologa Nutrizionista