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Consumo di uova: controversie e falsi miti

Aspetti nutrizionali e dati di letteratura in merito ai benefici apportati dal consumo di uova

In relazione all’associazione tra i grassi alimentari e l’insorgenza di CVD, si è largamente diffusa l’idea di eliminare dalle nostre tavole quegli alimenti particolarmente ricchi in grassi, poichè additati come potenziali cause dell’aumento dei livelli di colesterolo LDL nel sangue. A tal proposito, le uova rientrano tra gli alimenti “incriminati” a causa del loro contenuto in grassi saturi (circa 3 g / 100 g) e colesterolo (circa 200-300 mg / 100 g).
Tuttavia, le numerose associazioni descritte in letteratura tra fattore genetico e predisposizione ad alterazioni del metabolismo lipidico, lasciano intendere che il fattore alimentare sia poco influente sui livelli di colesterolemia, fatta eccezione per quei soggetti portatori di una variante allelica del gene che codifica per l’apoproteina E (Apo E), i quali risultano più responsivi al colesterolo dietetico. Questo polimorfismo, nella fattispecie la variante Apo E4, si associa ad un’alterazione strutturale e funzionale della proteina (Apo E) che funge da carrier per il trasporto ematico del colesterolo.  
Un recente studio di intervento pubblicato su Nutrients ha dimostrato come il colesterolo dietetico addizionale non influisca negativamente sui lipidi sierici e, in alcuni casi, migliori i profili delle particelle lipoproteiche. L'assunzione di uova aumenta la concentrazione di colesterolo HDL, converte le particelle di LDL nella sottoclasse LDL meno dannosa, e non sembra influire sui livelli di ossidazione (Blesso et al., 2018).
Gli stessi lipidi, concentrati nel tuorlo dell’uovo, sono tuttavia indispensabili per facilitare l’assorbimento di molecole antiossidanti ed antinfiammatorie come i carotenoidi, accentuando così le qualità nutrizionali degli alimenti di origine vegetale, che ne sono fonte primaria. Lo dimostra uno studio statunitense pubblicato nel 2015 (Kim et al., 2015).
Nessun dato scientifico ci permette di asserire che vi sia un’associazione tra il consumo moderato di uova  (fino ad un uovo/die) ed un maggiore rischio cardiovascolare. Una recente metanalisi (Alexandre et al., 2016) ha riportato che la stessa dose ridurrebbe il rischio di ictus. Nessuna correlazione è stata riscontrata con il rischio di insorgenza di diabete mellito di tipo 2 (DMT2) in soggetti sani. Tuttavia, nei soggetti già affetti dalla patologia diabetica, al contrario, la stessa quantità è stata correlata con più alti livelli di glucosio plasmatico a digiuno (Guo et al., 2017).

Conclusioni

In definitiva, l’uovo risulta un alimento completo e di fondamentale importanza per la nostra alimentazione, contrariamente alle false credenze che si sono diffuse a riguardo. Un dettaglio senza dubbio da non trascurare, è che l’uovo sia un alimento reperibile a basso costo nonostante abbia un alto valore nutrizionale.


Dott.ssa Roberta Zupo, Biologa Nutrizionista Bari