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La fascia: un "nuovo sistema di comunicazione del corpo"

Anatomia del sistema fasciale

Definizione di fascia

La fascia è il tessuto entro cui si costituiscono tutti gli altri tessuti ed organi del corpo. Essa svolge, sostiene, unisce e separa le ossa, i muscoli, i nervi e gli organi e partecipa attivamente ai gesti motori. La fascia sta assumendo un ruolo sempre più importante in ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti la individuano come un "nuovo sistema di comunicazione del corpo", una sorte di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. La fascia è il vero organo armonico, una sorta di direttore d'orchestra del nostro corpo!

Anatomia del sistema fasciale

Esistono vari tipi di classificazione topografica e funzionale del sistema fasciale.  Noi seguiremo quella che la divide in:

  1. Fascia Superficiale (la densità varia in base alla regione corporea. Più densa nelle estremità, nella testa, nella nuca, nel torace, nell’addome e più fine nella regione del perineo).
  2. Fascia profonda (più complessa. Rappresenta il tessuto di integrazione strutturale funzionale dell’organismo in entrambi i livelli, macroscopico e microscopico). Si può suddividere in:

Fascia Superficiale

E' adesa alla pelle e cattura il grasso superficiale, di uno spessore variabile che dipende dalla regione corporea. Varia anche la lassità che dermina la capacità di scivolamento della pelle (meno a livello di mani, piante piedi e glutei. Qui la fascia superficiale si attacca direttamente alle lamine aponevrotiche). E’ formata da una rete che si estende dal piano sottodermico fino alla fascia muscolare. Si compone di numerose membrane orizzontali, molto fini, separate da quantità variabili di grasso e connesse tra loro attraverso setti fibrosi da verticali ad obliqui Le espansioni della fascia superficiale vanno dal derma, suddividendo il grasso superficiale negli scompartimenti verticali, al sistema miofasciale, formando insieme un’unità funzionale. 

La sua analisi varia a seconda della:

le principali funzioni sono:

Si conclude che la pelle, il tessuto adiposo superficiale e la fascia superficiale, sono un’unità protettiva e di supporto funzionale per il tronco e le estremità. Si conclude che i cambiamenti, favorevoli o sfavorevoli, nel comportamento funzionale, statico e dinamico, del sistema fasciale superficiale hanno influenza direttamente sulla meccanica del sistema miofasciale muscoloscheletrico, dove ognuna delle sue parti risente dell’influenza dell’altra. La coordinazione motoria del corpo è dunque influenzata dall’ampiezza, dalla profondità e dal numero di agganci (aderenze), del sistema fasciale  superficiale. Se sana, permette lo scorrimento della pelle rispetto ai muscoli. Nella fibromialgia o nel dolore miofasciale cronico, quasi sempre la fascia è adesa, senza possibilità di spostamento libero.

Fascia profonda

E’ di materiale più denso e forte. Lo spessore e la densità dipendono dall’ubicazione e dalla funzione specifica che svolge. Più aumenta la densità e più si densifica la struttura di collagene.Si trova sotto la superficiale ed è connessa strettamente a questa tramite connessioni fibrose. Questo sistema supporta, circonda e rende sicura la struttura e l’integrità dei sistemi muscolare, viscerale, articolare, osseo, nervoso e vascolare. il corpo usa la fascia profonda per separare spazi corporei grandi (es. cavità addominale) e per coprire aree corporee come un enorme involucro, proteggendo e dando forma.

Esempi di relazione con la miofascia: reni e psoas: la fascia renale è integrata nella sua parte posteriore, con l’avvolgimento fasciale dello psoas e, attraverso questo, con le vertebre ed i dischi intervertebrali. Nel suo decorso superiore, la fascia renale continua con la fascia del diaframma (Barral, 1989). Si può affermare che non è possibile la realizzazione di un movimento senza la partecipazione attiva o passiva della viscerofascia e, nell’analisi dei movimenti corporei, dobbiamo integrarla all’azione dell’ininterrotta rete del sistema fasciale del corpo. Il sistema fasciale viscerale fissa ed integra il sistema articolare scheletrico.Nella viscerofascia non ci sono muscoli che permettano il movimento. Questi sono sostituiti dai movimenti fisiologici dell’apparato locomotore.

Dura madre

Una deformazione plastica in una qualunque delle membrane determina il grado di tensione delle altre. Lungo la C.V. va dal forame magno  alla parte posteore di S2, per finire al coccige. Il cambiamento di tensione nelle membrane in un estremo, può osservarsi nell’altro.Teoricamente la contrazione del muscolo coccigeo potrebbe avere influenza sul grado di tensione della muscolatura suboccipitale

Pia madreprofila il cervello ed il midollo spinale. E’ formata da tessuto connettivo, avvolge la radice nervosa accompagnandola fino al forame intervertebrale.

Aracnoide:  tra le due precedenti membrane. Accompagna la pia madre fino al foro intervertebrale. I legamenti denticolati della pia madre percorrono in senso longitudinale lo spazio tra le radici ventrali e dorsali e, il questo modo, fissano l’aracnoide alla dura madre, aiutando a mantenere il midollo in una posizione corretta.

Dott. Paolo Brizzi, Laurea magistrale in scienze motorie, Osteopata D.O.