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5 Elementi caratterizzanti la postura dell’essere umano5 Elementi caratterizzanti la postura dell’essere umano

Cosa controlla questo meccanismo posturale?

Postura, tutte le verità

Questo articolo ha l’obiettivo di delucidare il concetto di postura e cosa davvero la condizioni, cercando di far chiarezza in un mondo dove le informazioni provenienti dal web si moltiplicano creando molta confusione e purtroppo distogliendo dalla realtà il lettore. Per postura si intende l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale. Inoltre possiamo dire che l’attività posturale di un muscolo è dipendente dal suo tono ed è regolata, oltre che da centri superiori del sistema nervoso, anche dal midollo spinale “Kandel ER, Schwartz JH, Jessell TM. Principles of Neural Science, 3rd ed. New York: Elsevier Science Publication Co; 1991”. Gli aggiustamenti posturali sono quindi il risultato di un complesso sistema di meccanismi che sono controllati da input multisensoriali (visive, vestibolare e somatosensoriale) integrati nel SNC.

Cosa controlla questo meccanismo posturale? Si tratta di un circuito formato da un insieme di informazioni in uscita e di informazioni in entrata.

Scendendo nel pratico: per sapere dove si trova nello spazio ogni parte del corpo, il cervello si basa su un insieme di messaggi in entrata (input) provenienti da:

• Sensibilità della pelle dei piedi (Esterocettivi)
• Utricolo, sacculo, canali semicircolari (Vestibolari) • movimento dell’ambiente circostante (Visivo)
• Struttura cervicale, anca, caviglia (Propriocettive)        

Va tuttavia ricordato che queste informazioni di ingresso (afferenti) possono essere condizionati da molti fattori, tra cui lo stato d’animo e l’ansia” Bolmont B, Gangloff P, Vouriot A, Perrin Ph. 2002”

Tutte queste strutture contengono, in diversa misura, terminazioni nervose che segnalano la loro posizione nello spazio.                   

Tali messaggi “dicono” al cervello dove si trova ogni parte del corpo relativamente alle altre strutture. Questa miriade di informazioni viene elaborata in tempo reale per creare istantaneamente una serie di messaggi in uscita (output) che comandano i muscoli facendoli contrarre per ottenere la posizione desiderata. Si tratta perciò di un complesso e rapidissimo meccanismo neurologico che passa attraverso la colonna e viene elaborato in zone specifiche del cervello.

Sistema Stomatognatico

Il SS è un’unità funzionale caratterizzata da diverse strutture: componenti scheletriche (mascella e mandibola), arcate dentali, tessuti molli (ghiandole salivari, forniture nervose e vascolari) e i muscoli articolari e masticatori (MM). Queste strutture agiscono in armonia per svolgere diversi compiti funzionali (per parlare, per rompere il cibo in piccoli pezzi e per deglutire). In particolare, l’articolazione temporo-mandibolare presenta connessioni muscolari e legamentose alla regione cervicale, formando un complesso funzionale chiamato “sistema craniocervicomandibolare”. I principali disturbi del sistema craniocervicomandibolare, che spesso influenzano la postura umana, sono i disordini temporo-mandibolari (TMD).  Nell’arco di una giornata deglutiamo dalle 1500 alle 2000 volte in maniera inconscia e se la deglutizione avviene in modo non fisiologico si ripercuote attraverso l’inserzione dei muscoli deputati appunto al movimento di deglutizione e sull’osso ioide con delle tensioni molto forti a livello cervicale. Numerosi studi indicano che diverse posizioni mandibolari inducono variazioni di postura del corpo. Ad esempio, un cambiamento nella posizione mandibolare, che può portare a cambiamenti nelle afferenze propriocettive e periodontali, può compromettere il centro di pressione del piede (COP) e la stabilità dell’andatura. Per contro, le variazioni di postura del corpo possono influenzare posizione mandibolare.
Altri studi suggeriscono inoltre che l’occlusione dentale può influenzare la postura del corpo e la curvatura della colonna vertebrale (ad esempio, scoliosi e lordosi). Interessante riportare uno studio di Lippold et al. (2006), che ha mostrato correlazioni tra parametri cranio-facciali e profili della forma della schiena: pazienti con modelli cranio-facciali distali e verticali presentano maggiori angoli pelvici, di lordosi lombare e del torace superiore

Piede

Le funzioni del piede sono numerose e complesse: essendo il segmento del corpo che ci permette l’appoggio al suolo, esso deve adattarsi a situazioni diverse, a volte scomode, come quando ci si trova su terreni sconnessi, allo scopo di mantenere la postura corretta, quindi l’equilibrio, l’ottimale stazione eretta del corpo e la coordinazione.        

Inserito nell’argomento prettamente posturale il piede ci interessa dal punto di vista neurofisiologico, visto il suo ruolo fondamentale nel sistema tonico-posturale, cioè l’insieme di strutture comunicanti come l’apparato visivo, l’apparato vestibolare (che ha sede nell’orecchio interno), ed il sistema propriocettivo. Il piede infatti svolge il compito sia di effettore e sia di ricettore. Questo avviene perché riceve ed esegue dei comandi (risposta motoria), tramite i muscoli, e, allo stesso tempo interagisce col resto del corpo fornendo costanti informazioni provenienti dai recettori cutanei presenti sulla sua pianta e dai propriocettori dei suoi muscoli, fascia, tendini e articolazioni. I recettori cutanei del piede sono molto sensibili e rappresentano l’interfaccia costante tra l’ambiente e il sistema dell’equilibrio. Le informazioni plantari infatti sono le uniche a derivare da un recettore fisso a diretto contatto col suolo. Chiaro quindi che qualsiasi problematica alla struttura del piede possa condizionare la postura e viceversa   

Occhio

L’occhio è costituito da un sistema di lenti (cornea, umor acqueo e cristallino) e da una pellicola (la retina) che serve per la registrazione di immagini e di stimoli luminosi. Il sistema occhio inserito nel contesto posturale trova una sua collocazione nel ruolo di stabilità; infatti gli occhi ricevono informazioni, ci permettono di misurare le distanze e la profondità garantendo un corretto coordinamento oculomotorio. Per capirne l’importanza invito a chiudere le palpebre e notare cosa succede. Avremo difficoltà a mantenere il controllo della stazione eretta per la mancanza di rifermenti visivi. Si evince quindi che, un disturbo a carico della vista può interferire sulla nostra postura. Quando questa interferenza raggiunge livelli elevati, la muscolatura adibita a mantenere l’equilibrio si contrae in modo eccessivo (ipertono muscolare) e il corpo potrebbe non riuscire a correggere la propria posizione, favorendo l’insorgenza di algie o dei veri e propri adattamenti posturali

Sistema Vestivolare (orecchio interno)

È un’entrata primaria del sistema tonico posturale. I vestiboli hanno un ruolo di mantenimento:
infatti mantengono ferma la testa mentre ci muoviamo e mantengono nel centro della retina. I vestiboli sono una specie di sensori che rilevano le accelerazioni (movimenti) della testa nei piani dello spazio, permettendo in questo modo l’orientamento spaziale del corpo in rapporto al campo gravitazionale è sono in stretta relazione con i centri nervosi che regolano la postura.(dell’occhio) l’immagine di un bersaglio, mentre occhi, testa, piedi e a volte

Conclusioni

L’ambito posturale riguarda i seguenti aspetti:

L’immagine stessa si spostano, cioè nello spostamento del bersaglio e del soggetto. riassumendo i recettori vestibolari sono una specie di sensori che informano il cervello sul movimento e sulla posizione della testa in rapporto alla verticale gravitaria. Alla luce degli elementi sopra descritti ritengo inutile concentrare le attenzioni in ambito posturale alla ricerca della perfezione e delle simmetrie tra i due emilati corporei. Spesso, ed in maniera errata, nei “disordini” posturali come causa si ricerca il muscolo retratto che possa aver portato ad una cattiva postura trascurando tutti gli aspetti descritti in precedenza. Inoltre tengo a ricordare che noi esseri umani, sin dal nostro sviluppo embriologico siamo altamente asimmetrici, quindi nella valutazione di una postura non è importante ricercare la minima asimmetria, ma al contrario cercare cosa impedisca al sistema di compensare ed adattarsi a diverse forme di stimolo arrivino.

Dott. Marco Achilli, laurea Magistrale in Scienze Motorie