Menu Contattaci

Pubalgia: come rieducarla in palestraPubalgia: come rieducarla in palestra

Perché la pubalgia è cosi frequente?

Nell'ambito sportivo la pubalgia è un problema molto frequente, e aggiungerei molto complesso, non tanto per i sintomi abbastanza comuni, tanto da ricondurli facilmente a un'infiammazione del pube, ma quanto per la difficoltà nell'individuare le cause responsabili del problema.

Spesso infatti la causa viene ricercata in uno sforzo muscolare violento e traumatico, raramente si va a cercare di indagare su eccessive tensioni che gravano sulla branca muscolare pubica e su un iperallenamento di alcuni muscoli ( esempio un lavoro troppo intenso sugli addominali) o su un disequilibrio nello sviluppo di alcuni gruppi muscolari rispetto ad altri.

Definizione e causa della pubalgia

Pubalgia: il termine deriva da pube ( parte inferiore delle ossa iliache, situata nella parte bassa del bacino) e algia: dolore. Conosciuta anche come sindrome retto-adduttoria è un processo infiammatorio che si manifesta con sintomi di dolore localizzati a livello della regione pubica con irradiazioni dolorose che coinvolgono adduttori, addominali e arcate crurali.

Esistono due tipi di pubalgia:

Ovviamente le cause sono diverse, nel primo caso si può facilmente intuire che si tratta di una sindrome dolorosa che compare in seguito a un trauma della sinfisi pubica, molto frequente negli sportivi, in questo caso si ha spesso una perdita totale della mobilità del pube.

Nella pubalgia cronica è molto più difficile individuare le cause;

infatti, se nella pubalgia traumatica le cause sono da ricercare a livello del pube, in quella cronica al contrario spesso vi sono problemi a livello delle catene muscolari del tronco e degli arti inferiori.

La pubalgia cronica, spesso rimane per molto tempo indolore e può richiedere molti anni prima che si manifestino i primi sintomi.

Il trattamento, se così può essere definito, più importante è in realtà quello preventivo, ogni sportivo dovrebbe essere seguito da un preparatore che ha le conoscenze di tutte le catene muscolari e delle loro funzioni e può evitare qualunque errore sia qualitativo che quantitativo negli allenamenti che possa portare a un sovraffaticamento delle catene muscolari o a uno sviluppo non equilibrato fra le stesse.

Cenni di Anatomia

Il pube comprende tre parti:

- Branca orizzontale o corpo del pube: si tratta di un segmento orizzontale situato al di sopra del foro otturatorio

- La lamina quadrilatera del pube: una lamina posta davanti al foro otturatorio

- Branca discendente del pube:  segmento che si trova dietro e sotto alla lamina quadrilatera

Il margine superiore della branca orizzontale e quello inferiore della branca discendente si uniscono e formano l'angolo del pube.

L'articolazione del pube è rinforzata da 4 legamenti (anteriore-posteriore-superiore-inferiore)

Sembra essere pertanto una zona molto rinforzata;

Perché allora la pubalgia è così frequente?

In fase dinamica, ossia durante il cammino, nella fase di appoggio, il piede che appoggia a terra trasmette una forza reattiva ascendente, che causa un movimento di posteriorizzazione a livello dell'ala iliaca; mentre invece il tronco trasmette una forza discendente che tende a orizzontalizzare il sacro; quindi la punta inferiore del sacro si sposta indietro e la tuberosità ischiatica in avanti.

Durante la fase di sospensione del piede da terra invece l'ala iliaca si sposta in avanti e la branca pubica si abbassa. Tutto questo grazie all'azione dei legamenti sacro-ischiatici che assorbono le forze discendenti e ascendenti per proteggere l'articolazione sacro-iliaca. I legamenti come le altre strutture fibrose hanno dei recettori sensitivi, quindi non possono subire una tensione esagerata, se questa soglia di tensione massima viene superata, i recettori inviano un segnale che causa un'immediata risposta riflessa del muscolo. Per tutelare l'articolazione pubica è necessario che ci sia un perfetto equilibrio fra i movimenti di elevazione e chiusura e quelli di abbassamento e apertura. La pubalgia può derivare dal blocco di questa articolazione con perdita della mobilità o dal sovraffaticamento con eccesso di mobilità.

Nel primo caso si parla come accennato sopra di una pubalgia traumatica, dovuta a un impatto violento che causa il blocco.

Nel caso della pubalgia cronica l'indagine è più complessa, infatti le trazioni che avvengono in direzioni opposte  coinvolgono i muscoli adduttori e i muscoli addominali; per questo si usa anche il termine sindrome retto-adduttoria.

La regione pubica è molto delicata perché rappresenta una sorta di "cerniera" tra la parte superiore del corpo (tronco-addome e colonna vertebrale) e gli arti inferiori.

I muscoli addominali hanno un ruolo fondamentale nel sostegno della colonna vertebrale e anche del bacino e del tronco; mentre gli adduttori permettono di addurre gli arti inferiori e di ruotarli. Ecco che adesso è facilmente comprensibile capire la complessità delle cause della pubalgia, che può derivare da una sofferenza dell'articolazione del pube, o degli addominali o degli adduttori o di tutti e tre! Talvolta può essere causata da un conflitto tra addominali insufficienti e adduttori potenti. Le cause possono essere tante, sicuramente alcune attività sportive possono facilitarla.

Pubalgia nel ciclismo

Generalmente la pubalgia è frequente in altre attività sportive, in particolare  il calcio, ma in realtà può colpire anche i ciclisti. Questo perché in bici la posizione della schiena è anomala in quanto si ha un totale appiattimento dell'iperlordosi lombare, e dato che si tratta di uno sport di endurance, molti ciclisti mantengono questa posizione anomala per ore e ore. In sostanza si verifica una retroversione del bacino che va ad annullare la curva lombare della schiena provocando l'accorciamento del muscolo ileo-psoas. Si tratta di un muscolo molto profondo che va a collegare la zona lombare e il piccolo trocantere del femore. Questo muscolo ha un ruolo fondamentale nella parte conclusiva della pedalata, ovvero la fase di richiamo, durante la quale questo muscolo si contrae proprio per consentire il recupero della gamba.

Spesso la causa  va trovata in un difetto della posizione sulla bici, infatti la sella troppo alta o troppo arretrata portano a chiudere troppo l'angolo fra anca-ginocchio-caviglia. Un angolo troppo piccolo fra anca-ginocchio-caviglia mantenuto per troppo tempo può causare gravi infiammazioni del muscolo ileo-psoas per sovraccarico. Quindi come prima cosa è necessario fare una valutazione biomeccanica da un professionista esperto per essere sicuri di avere una posizione perfetta.

Come può intervenire il laureato in scienze motorie sulla pubalgia? 

  1. Trattamento Preventivo

Spesso la causa più comune della pubalgia, ma anche di altre patologie, è la tendenza di molti sportivi ad usare il metodo Fai da Te, e a sottovalutare molte accortezze che spesso possono evitare molti fastidi e infortuni; soprattutto negli sport individuali in cui manca la figura del preparatore atletico o dell'allenatore.

Partendo dal presupposto che ogni sportivo dovrebbe essere seguito da una persona preparata e che ha le competenze adeguate, si possono evitare molte problematiche, fra queste la pubalgia.

Infatti spesso questo processo infiammatorio è causato da una preparazione sbagliata o insufficiente allo sforzo che l'atleta dovrà affrontare; spesso si tende ad aumentare senza gradualità il carico quindi km, ore di attività, sedute settimanali e intensità senza però aver preparato il fisico a sopperire a questo aumento di carico.

Prima di tutto l'allenatore o il preparatore atletico laureato in Scienze Motorie deve effettuare alcuni test di mobilità che riguardano le diverse catene muscolari per individuare il problema:

tra questi possiamo individuare il test di mobilità degli adduttori, test di mobilità dell'ileo psoas, test di flessione del quadrato dei lombi e quello degli ischio-tibiali.

2. Trattamento Risolutivo

Detto anche "ammorbidimento", è un trattamento finalizzato al recupero della capacità di allungamento di alcuni muscoli.

Si divide in:

Il lavoro isometrico consiste nel mantenere il muscolo in contrazione dolce per alcuni secondi, seguito da alcuni secondi di recupero; viene effettuato su adduttori e abduttori, e addome.

Spesso permette un rapido recupero e sollievo in caso di dolore intenso. L'esecuzione di posture eccentriche viene effettuato dopo il trattamento isometrico e  riguarda tutta la catena posteriore, lo psoas, gli adduttori e gli addominali.

Questi muscoli vengono messi in tensione costante per alcuni minuti e via via stancandosi allentano la loro tensione, quindi la guaina del muscolo può essere allungata e il muscolo può recuperare la sua lunghezza.

Altri trattamenti

La pubalgia può essere trattata anche con cure fisioterapiche e manipolazioni osteopatiche, e come ultima soluzione addirittura il trattamento chirurgico, ma rimando i dettagli ai miei colleghi specializzati in materia.

Dott.ssa Barbara Dore, laureata in scienze motorie