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Respirazione: nasale si, orale no!Respirazione: nasale si, orale no!

Perché si deve preferire la respirazione nasale a quella orale?

PERCHÉ SI DEVE PREFERIRE, A TUTTE LE ETÀ, LA RESPIRAZIONE NASALE A QUELLA ORALE?

Bimbi ipoattivi, assonnati, svogliati, con scarso rendimento scolastico e sportivo (sono costantemente ipo-ossigenati) – disturbi anche del carattere e della socializzazione.

- conseguenze maxillofacciali e odontoiatriche: deformazione permanente delle ossa facciali, con conseguenze estetiche visibili e riconoscibili; i casi gravi tendono ad essere trattati chirurgicamente; gengiviti croniche; evoluzione parodontale sfavorevole (piorrea); alitosi; facilità a malattie mucose intraorali ( afte, stomatiti ecc. ).

QUINDI LA POSTURA CAMBIA IN RELAZIONE A UNA RESPIRAZIONE DI TIPO ORALE?

CERTO CHE SI! La postura di un soggetto con respirazione orale è tipica:

L'OSTEOPATA, VALUTANDO E RISTABILENDO LA CORRETTA FISIOLOGIA DI TUTTE LE STRUTTURE INTERESSATE (OSSA DEL CRANIO, LINGUA, ECC...) OFFRE UN VALIDISSIMO AIUTO A TUTTE QUELLE PERSONE CHE FATICANO AD AVERE UNA FISIOLOGICA RESPIRAZIONE NASALE.

E IL DIAFRAMMA IN TUTTO QUESTO COSA C'ENTRA?

E' per eccellenza il muscolo della respirazione, con un'azione simile a un pistone che in fase inspiratoria si abbassa premendo sui visceri della cavità addominale. Questo fa si che abbia delle ripercussioni importanti sulla funzionalità di tutte quelle strutture viscerali e vascolari e viceversa in caso di disfunzionalità del diaframma potremo invece trovare delle difficoltà.

Queste sono soltanto alcune delle sintomatologie che potrebbero essere legate a una non corretta fisiologia del muscolo diaframma.

Sapevi inoltre che questo muscolo è legato all'aspetto emotivo?

Sensazioni di fame d'aria, costrizione a livello dello sterno e ansia possono anch'esse essere legate a un malfunzionamento diaframmatico.

Lo psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo svizzero Carl Gustav Jung, disse:

“Al di sotto c’è la massa viscerale, con le sue pulsioni istintive e infuocate come il magma, che spesso eruttano come un vulcano in modo incontrollato e distruttivo. Sopra di esso cuore e polmoni, la sensibilità e il sentimento, lo spazio aereo del cielo e della luce. Il diaframma separa queste due aree, ma le mette anche in relazione con il suo movimento ritmico e costante. Una relazione consapevole e armonica tra queste due dimensioni dell’essere umano è ciò che permette di esprimere nella vita non la ricerca egocentrica del soddisfacimento delle proprie pulsioni, ma la consapevole espansione della sensibilità in un sentimento unico e altruista”.



Dott. Francesco Palomba Osteopata D.O. M.R.O.I Laureato in Scienze Motorie e Sportive