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Questa vita è uno stress!Questa vita è uno stress!

Cos’è lo stress, come si origina e qual è la sua funzione?

“Sono stressato. Ho bisogno di una vacanza per avere una pausa dallo stress e dalla routine.”

Quante volte nella vita quotidiana ascoltiamo o pronunciamo noi stessi questo genere di affermazioni? Vale la pena fermarci un attimo per chiederci  che cos’è lo stress, come si origina e soprattutto qual è la sua funzione.

Già nel 1936 Hans Selye lo definì come una “condizione aspecifica in cui si trova l’organismo quando deve adattarsi alle esigenze imposte dall’ambiente”. In altri termini, l’autore descrive la condizione di stress come una reazione naturale attivata dall’individuo a fronte di richieste esterne o interne. Lazarus e Folkman (1984) definirono lo stress come “un particolare tipo di rapporto tra la persona e l’ambiente, che viene valutato dalla persona stessa come gravoso o superiore alle proprie risorse e minaccioso per il proprio benessere”.

Possiamo quindi affermare che lo stress, in fin dei conti, deriva dal rapporto tra l’individuo e l’ambiente e i sistemi in cui è inserito. Ciascuno di noi, infatti, di fronte agli eventi esistenziali che lo riguardano quotidianamente, mette in atto una risposta individuale con diversi effetti di tipo fisiologico. Tali effetti non sono sempre, e da subito, negativi; infatti le condizioni negative si verificano quando le richieste ambientali risultano eccessive rispetto alle capacità individuali di fronteggiarle. Quando la reazione di stress eccede le risorse individuali viene definita distress, contrapposta alla condizione di eustress che è positiva e fonte di gratificazione per l’individuo. È, infatti, in condizioni di stress positivo che riusciamo ad affrontare le sfide della nostra vita, che portano poi al raggiungimento di uno stato di quiete, benessere e soddisfazione: pensiamo ad esempio alla preparazione di un esame, o all’allenamento in vista di una gara importante.

Per Selye (1974) lo stress è uno stato fisiologico normale e inevitabile, senza il quale non sarebbero possibili i processi di crescita, nonché la vita stessa, che altro non è se non il nostro continuo adattarci ad un mondo che non corrisponde interamente ai nostri desideri, e che ci chiama a far fronte continuamente ad intoppi e ostacoli. Egli approfondì i propri studi in questo campo fino a teorizzare e descrivere la Sindrome Generale di Adattamento quale modalità di risposta che l’organismo mette in atto quando sottoposto a stimoli fisici, mentali, sociali o ambientali per un periodo prolungato di tempo.

Sindrome Generale di Adattamento 

La sindrome può essere scomposta in tre fasi:

1. Una prima fase di “allarme”, durante la quale il corpo avverte la presenza di tali richieste e reagisce con risposte di “shock” o “sorpresa”, che da un punto di vista fisico possono essere individuate in perdita del tono muscolare, aumento della frequenza cardiaca, caduta della pressione arteriosa e della temperatura corporea. A tale reazioni vengono affiancate risposte di “contro shock”, dovute alla mobilitazione di meccanismi fisiologici di difesa, che permettono di controbilanciare l’iniziale stato di alterazione fisiologica dello shock e di riportare l’organismo in una fase di equilibrio.

2. Una seconda fase di “resistenza”, durante la quale avviene un miglioramento, con la progressiva scomparsa dei sintomi iniziali e una diminuzione nella resistenza ad altri stimoli nocivi.

3. Una terza fase di “esaurimento”, caratterizzata dalla perdita graduale della capacità di adattamento agli stressor.

L’individuo può trovarsi di fronte a due tipi di situazioni, ovvero:

Solo quando gli stimoli ambientali risultano troppo prolungati nel tempo e nell’intensità si arriva alla terza fase, quella dell’esaurimento, la più pericolosa, che può provocare sintomi fisici duraturi quali tensioni muscolari, squilibri posturali, alterazioni nei livelli della pressione e della glicemia, disfunzioni ormonali e altro ancora. Per fortuna, nella maggior parte dei casi il corpo procede con un naturale e graduale riequilibrio.  

Conclusione

In conclusione, possiamo considerare lo stress come la reazione da parte del nostro corpo a un cambiamento: nella nostra vita siamo sottoposti continuamente a fattori stressanti. Nella maggior parte dei casi siamo in grado di far fronte alle difficoltà e alle sollecitazioni dell’ambiente, e ciò risulta in un effettivo miglioramento della nostra esistenza e della nostra condizione fisica e mentale. Quando però lo stress diventa troppo forte e perdura per troppo tempo può diventare causa di moltissimi problemi sia a livello mentale, sia a livello fisiologico del nostro corpo. Come accennato, numerose sono le possibili alterazioni a carico del sistema cardiocircolatorio e dell’apparato digerente che reagiscono allo stress come se si trovassero di fronte ad un pericolo imminente per la sopravvivenza, sospendendo di conseguenza le normali funzioni vitali: i vasi sanguigni spesso si restringono, la pressione tende ad aumentare, possono comparire acidità di stomaco e stipsi. In generale, anche il sistema immunitario e il sistema endocrino subiscono rallentamenti e alterazioni tali da mettere in pericolo ogni parte dell’organismo, aumentandone la vulnerabilità. Spesso insorgono anche disturbi più prettamente psicologici come disturbi d’ansia, dell’umore o del sonno oppure possono svilupparsi disturbi di tipo psicosomatico, ovvero patologie organiche con origine psicologica.

Pertanto è fondamentale individuare e riconoscere precocemente i sintomi di un sovraccarico dovuto a un eccesso di stress, per poter mettere in atto un processo di intervento globale e pluridisciplinare.


Luana Morgilli, psicologa e psicoterapeuta