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Salute: tutta l'importanza della prevenzioneSalute: tutta l'importanza della prevenzione

Per raggiungere il benessere ogni persona deve seguire delle semplici norme preventive

Il benessere è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell'essere umano, e caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona"

Ma per raggiungere il benessere ogni persona deve innanzitutto seguire delle semplici norme preventive per limitare l’insorgenza di patologie croniche e invalidanti… Voi lo fate? Gli ultimi dati del rapporto 2017 Osserva salute fanno emergere uno stato generale della popolazione italiana preoccupante e contradditorio, secondo il rapporto, infatti, la popolazione italiana e tra le più longeve in Europa, ma invecchia male. Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute dichiara in un’intervista rilasciata su Repubblica.it che in Italia l’11% degli ultrasessantacinquenni non è in grado di svolgere le attività della vita quotidiana in modo autonomo.   In Svezia una donna anziana vive male e non in maniera autosufficiente i suoi ultimi 5 anni di vita, in Italia gli ultimi 16.

Quali sono i fattori di rischio?

Oggi fra gli anziani europei l’Italia ha la percentuale più alta (il 46,6%) di anziani affetti da artrosi. L’artrosi è una patologia degenerativa che colpisce la cartilagine articolare e che se non trattata adeguatamente può diventare invalidante. Una vita sedentaria e poco esercizio fisico sono tra le principali cause di questa patologia, ma anche una alimentazione squilibrata, fumo ed il consumo di alcool influiscono negativamente ed ne aumentano l’insorgenza.  

Tra le altre emergenze italiane c’è l’obesità, soprattutto per quanto riguarda i bambini: il 34,2% di quelli fra 6 e 10 anni ha problemi di sovrappeso. I ragazzini fanno una vita sedentaria, passano molto tempo davanti al tablet o al pc ed seguono una alimentazione scorretta.

L’importanza dell’attività fisica

La sedentarietà è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori. Quindi un’attività fisica regolare è uno degli elementi più importanti per mantenersi in buona salute.

Recentemente uno studio portato avanti dall’università di Berna ha fatto emergere dei dati interessanti sulla popolazione occidentale, alla quale è stata “diagnosticata” una epidemia… l’epidemia dell’inattività! Gli agi e lo stile di vita quotidiano ci porta sempre più spesso a limitare le attività quotidiane senza l’utilizzo di tecnologie

Quanti di noi preferiscono raggiungere il settimo piano di un palazzo a piedi piuttosto che in ascensore, quanti utilizzano la bicicletta per piccoli spostamenti, o quanti accompagnano i loro figli al parco a giocare piuttosto che regalare una playstation?! Eppure sono piccole abitudini che, se re-introdotte, nella nostra vita potrebbero dare grandi vantaggi.

Per arrivare a 30 minuti di attività fisica moderata al giorno è sufficiente:

Quali sono gli effetti di un esercizio fisico continuo e costante?

L’importanza della prevenzione

È sempre meglio prevenire una patologie piuttosto che curare una malattia

Ci sono degli esempi virtuosi in giro per il mondo che ci raccontano l’importanza della prevenzione e dell’attività fisica come pratica quotidiana. In un ufficio di Stoccolma la pratica di una attività a scelta, tra quelle proposte ai dipendenti, dell’azienda di Bjon Biorg è diventata obbligatoria per contratto, tutti i dipendenti devono seguire queste indicazioni pena il licenziamento immediato.

I risultati?! I dipendenti sono più collaborativi e produttivi, le assenze dal lavoro per malattia sono diminuite drasticamente e l’umore aziendale è salito notevolmente.

In Emilia Romagna, invece, le prescrizioni mediche di attività fisica adattata, prendono il posto dei medicinali. Il progetto si è svolto da aprile 2012 a maggio 2013 in 6 province della regione Emilia-Romagna: Bologna, Ferrara, Ravenna, Modena, Parma e Cesena-Forlì.  La peculiarità della sperimentazione è quella di far coesistere due diversi programmi di attività fisica da prescrivere in base alle necessità del paziente. Sono stati contatti ed arruolati 552 pazienti affetti da patologie selezionate ed a fine studio i risultati sono stati positivi. Sono stati riscontrati un miglioramento delle patologie metaboliche (diabete) e cardiocircolatorie, con un notevole abbattimento dei costi per la sanità pubblica.

“Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, ed alla causa e prevenzione della malattia”

Ed io aggiungerei.. a volte non c’è medico migliore che noi stessi… i grandi cambiamenti partono da ognuno di noi!

 

Dott.ssa Silvia Margarito, Laureata in Fisioterapia