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Lombalgie: diagnosi e curaLombalgie: diagnosi e cura

Le lombalgie colpiscono l'80% della popolazione

La lombalgia si manifesta attraverso un dolore localizzato nella regione dorsolombare, lombare o/e lombosacrale. Tale dolore può esprimersi in forma acuta o cronica. Molto frequentemente, alla sofferenza lombare si aggiunge un'ulteriore irradiazione dolorosa che segue, in parte o in toto, il decorso del nervo ischiatico o sciatico, talora del nervo femorale o crurale. Può anche accadere che, in assenza di lombalgia, il dolore venga percepito solo lungo parte del decorso di uno o di entrambi i nervi.

Sintomi

I sintomi dolori, se acuti, possono facilmente ridurre l'articolarità e la forza a carico del complesso bacino-arti inferiori, evidenziando zoppie, facile di stancabilità e maggiore lentezza nel percorrere tragitti abituali. E' per questo motivo per cui, soprattutto nella fase acuta, è buona regola somministrare ai pazienti farmaci antinfiammatori e antidolorifici, poiché togliere e diminuire il dolore e l'infiammazione rende, da un lato, più facile eliminare la spina irritative favorente le lombalgie e, dall'altro, più accettabile l'esecuzione di esercizi riabilitativi.

Valutazione clinica

  1. Dolore discoradicolare

La valutazione clinica volta alla ricerca dell'origine di una lombalgia imputabile a ernia del disco prevede almeno trenta tes fra ispezioni, palpazioni, esami della mobilità, della sensibilità, dei riflessi e della forza oltre, naturalmente a esami strumentali quali radiografie statiche e funzionali in scarico e carico, Tac, Rmn, ellettromiografie, eccetera. Eppure il clinico accorto e con buona esperienza raramente ne utilizza più di dieci.

Possono più facilmente indicare l'origine del dolore in un'ernia discale le seguenti valutazioni:

2. Dolore muscolare

E' possibile verificare come molte lombalgie, lombsciatalgie o anche semplici sciatalgie e cruralgie localizzate, si evidenzino in presenza di disfunzioni muscolari prevalentemente asimmetriche. Ecco i principali muscoli maggiormente coinvolti in dolorabilità che, più di altri, possono indurre a fare diagnosi di sciatalgia, lombosciatalgia eccetera.

Incidenza dei fattori psicociali

Concludendo l'aspetto diagnostico, occorre anche ricordare come, negli ultimi anni, sia emersa la necessità di integrare gli esami clinici con approcci adeguati alla personalità del paziente e la stesura di anamnesi che tengano conto di aspetti psicosociali che possono favorire l'abbassamento della soglia del dolore, come può verificarsi, per esempio, in quei casi nei quali sia ridotta l'autostima nell'ambiente sia familiare che professionale. L'impatto degli aspetti psicosociali nelle lombalgie è sicuramente aumentato,soprattutto, nelle società più avanzate ed è, inoltre, frequente quando siano in ballo risarcimenti legati a fatti traumatici o semplicemente il desiderio di allungare periodi di riposo lontani da un lavoro poco gratificante.

Trattamento della lombalgia

Il trattamento della lombalgia comprende interventi di prevalente competenza medica, come la somministrazione di farmaci, manipolazioni vertebrali, prescrizioni di ortesi, oltre che consigli posturali, di prevenzione del mal di schiena. Seguono terapie strumentali e, in generale, tutte quelle definite con il termine di fisioterapia, la rieducazione motoria e, in caso di fallimento delle cure conservative, i diversi interventi chirurgici. Qualsiasi trattamento dovrà inoltre distinguere fra fase acuta e periodi a essa successivi, cioè fase subacuta ed, eventualmente, fase della cronicizzazione. Se il trattamento fosse, invece, indirizzato a trattamenti precoci in assenza di dolore, si parlerà di fase di prevenzione delle rachialgie o, più in generale, di fase preventiva dei deficit dell'apparato locomotore. Quest'ultimo è prevalentemente il campo d'azione dei laureati in scienze motorie.

Dr. Alessio Guaglianone, laureato in Scienze Motorie, Posturologo, Personal Trainer