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Vi siete mai osservati nell'atto di compiere un movimento o nello stare in una posizione?Vi siete mai osservati nell'atto di compiere un movimento o nello stare in una posizione?

"Sentire" le posizioni dall'interno è la vera chiave per capire se ci sono dei problemi nella nostra postura

L'importanza della postura corretta

I problemi alla nostra postura sono iniziati quando l'evoluzione della specie ha determinato che l'essere umano si differenziasse dagli altri animali, lasciando la posizione quadrupede per passare a quella bipede ed eretta. Lo stare eretti e camminare, muoversi e compiere delle azioni sempre più complesse solo sugli arti inferiori non é semplice e, anche se ci viene naturale, spesso dobbiamo fare attenzione a come si comporta il nostro corpo rispetto alla colonna portante che ci sostiene eretti: la colonna vertebrale. Il mal di schiena e i problemi di postura sono sempre esistiti e nell'odierna società, caratterizzata principalmente da uno stile di vista sedentario, sono aumentati in maniera esponenziale. Fortunatamente adesso, a differenza di tanti anni fa, sappiamo come classificarli e soprattutto come affrontarli per poterli risolvere e prevenire. Ogni movimento della nostra giornata dovrebbe essere studiato, perché in ogni movimento può esserci potenzialmente un problema legato alla postura: lo stare in piedi, lo stare seduti a leggere o alla scrivania per lavoro o studio, il sollevare pesi, portare borse e zaini e addirittura il dormire in posizioni posturali che richiedono attenzione. Sono in molti ormai a concordare sul fatto che i dolori muscolari e scheletrici del nostro fisico (problemi alla cervicale, lombalgie, sciatalgie, tendiniti ecc) sono in gran parte collegati a patologie di postura della colonna vertebrale. 

Conoscere se stessi, conoscere la propria postura

A chi non è mai capitato di trovarsi in una situazione in cui il proprio fisico crei imbarazzo, non faccia sentire a proprio agio e quindi non sentirsi liberi come vorremmo nell'esprimersi? Il senso di imbarazzo e di inadeguatezza molto spesso proviene da una mancata accettazione di alcune caratteristiche fisiche proprie e di alcuni limiti fisici personali. E' assai difficile trovare qualcuno che abbia un fisico perfetto. E capita spesso di sentire le persone lamentarsi perché hanno una parte del proprio corpo che non piace loro o che non trovano adeguata. Questo però non deve in alcun modo limitare il nostro modo di essere e impedire di vivere serenamente qualsiasi approccio all'attività fisica.  Proprio per questo motivo dobbiamo avere un buon rapporto con i nostro corpo e conoscerlo al meglio. 

Il primo passo e il più importante è quello della sua scoperta. Il nostro fisico, con tutte le sue complessità e le sue particolarità, è solo nostro e nessuno come noi stessi può conoscerlo a fondo e ascoltarlo. Percepire il nostro corpo vuol soprattuto dire conoscerlo profondamente e accettarlo. La strada per arrivare a una profonda percezione del nostro fisico parte dall'ascolto del nostro corpo. L'atteggiamento che dobbiamo adottare è quello di avere piena coscienza sia di come siamo fatti personalmente, sia di come funziona il nostro corpo. Se è vero che ci sono comportamenti, atteggiamenti, azioni e reazioni comuni e riconoscibili in ciascun fisico, e che si possono trovare in tutti i manuali di anatomia e fisiologia, è oltremodo vero che ci sono dinamiche e modalità che sono solo nostre, che solo noi possiamo conoscere e che quindi dovremmo, noi per primi, riconoscere e valutare. Sono proprio queste dinamiche che dobbiamo saper riconoscere e saper gestire. Essere attenti ai cambiamenti del nostro corpo non è privilegio degli sportivi o di chi con il fisico ha a che fare quotidianamente, ma dovrebbe diventare un atteggiamento positivo e importante nella vita di ciascuno di noi. Se noi sappiamo, o ci sforziamo di riconoscere, i meccanismi che regolano il nostro fisico sareme certamente in grado, per esempio di intervenire su disagi o malesseri se no addirittura in grado di prevenirli.

Come si acquisisce questa consapevolezza della propria fisicità?

Tutto nasce da un atteggiamento mentale che dobbiamo sforzarci di avere a partire dal nostro vivere quotidiano. L'atteggiamento deve essere di positività nei confronti delle cose che facciamo e delle cose che ci capitano. E' risaputo che il nostro apparato muscolare è strettamente collegato al nostro umore e al nostro atteggiamento di fronte alle cose che ci troviamo ad affrontare. 

Uno stato di tensione mentale provoca immediatamente uno stato di tensione muscolare che ognuno sa perfettamente dove localizzare (spalle, collo, braccia, addome ecc.), uno stato di rilassamento mentale aiuta invece il rilassamento muscolare. Spesso però capita che l'atteggiamento di tensione stress mentale perduri, divenendo così una costante del nostro vissuto quotidiano. Questo porta ad accumulare nel nostro fisico tensioni muscolari che diventano croniche e che con difficoltà riusciamo a rilassare recuperando uno stato fisico ideale. Non è un percorso facile perché la vita moderna non aiuta a soffermarsi sulle cose e sulle situazioni per averne un quadro globale e quindi poterne prendere serenamente le distanza e affrontarle con decisione ma con pacatezza. La prima cosa da fare, infatti, è proprio cambiare l'atteggiamento mentale: spesso sono le nostre stesse condizioni che ci inducono a reagire in un determinato modo. Dobbiamo invece provare a far parlare il nostro corpo e quindi a lasciar spazio a un momento di profonda ma concisa riflessione (pensate come se doveste fare due grandi respiri prima di ogni scelta o di ogni situazione che provoca stress), solo in questo modo riusciremo a liberare il nostro fisico dalle tensioni. Non è certamente facile, nè questo articolo vuole essere esaustivo su questo argomento, certo è che recuperare questo nuovo modo di rapportarci alle cose e gli eventi che ci circondano aiuta il benessere globale della persona, che passa inevitabilmente attraverso un benessere del problema fisico.

Osservare il nostro corpo e prevenire disfunzioni e dolori

Vi siete mai osservati nell'atto di compiere un movimento o nello stare in una posizione? Quali sono le azioni che effettuate e quali sono i punti di appoggio? 

Un buon conoscitore della propria fisicità, è colui che, acquista una certa capacità di ascolto e di attenzione verso il proprio corpo (qualità che, come già visto, è fondamentale nella ricerca di un benessere psico-fisico). Anche questa qualità non è facile da assumere, ma con piccoli e semplici esercizi si può imparare e migliorare il nostro corpo, sia in movimento, sia in posizioni statiche. Posto che recuperiamo con una certa facilità una situazione di relax mentale e fisico, quindi priva di tensioni muscolari, proviamo a fare attenzione a come si sta in piedi: quali sono i nostri punti di appoggio? Quali sono le parti del corpo che coinvolgiamo? Può aiutare in un primo momento mettersi di fronte a uno specchio, per approfondire l'osservazione, tuttavia non fermatevi a una prima superficiale analisi. Come vedremo, infatti, la miglior osservazione parte dall'interno. 

Mettetevi davanti a uno specchio che prenda tutta la vostra persona e passate qualche momento a osservarvi: la posizione delle spalle, la posizione del bacino, la posizione della testa, la posizione di appoggio dei vostri piedi, la distribuzione del peso sulle gambe e sul busto. Successivamente provate a chiudere gli occhi e, prendendo tempo, cercate di nuovo i punti che avete osservato allo specchio, verificando se quello che avete osservato esternamente corrisponde in profondità a una posizione, a una spinta o a un carico di peso reali. Questa seconda verifica vi stupirà perché vi risulterà più convincente e più veritiera rispetto alla visione nello specchio. "Sentire" le posizioni dall'interno è la vera chiave per capire se ci sono dei problemi nella nostra postura; provare a individuarli è il passaggio fondamentale per poi iniziare a intervenire con cambiamenti ed esercizi adeguati. Chiaramente una volta acquisita una certa familiarità con questo tipo di osservazione profonda potrete iniziare ad applicare questa nuova coscienza-conoscenza di sè a varie e diverse situazioni. Provate ad esempio a percepire il vostro corpo in fase sedentaria applicando la stessa modalità di osservazione; sia seduti, alla scrivania, sul divano o seduti in auto. Ma anche come è la vostra postura in piedi, mentre vi lavate i denti o mentre aspettate l'autobus. Un ulteriore passaggio è quello di osservare il vostro corpo in movimento, cercando di individuare quali sono i meccanismi e i passaggi; come si inizia, si compie e si termina un'azione a partire dalle più semplici: salire le scale, salire in auto, mettersi seduti, camminare o raccogliere qualcosa a terra. Con questa nuova consapevolezza di sé si può davvero un percorso che ci porti in primo luogo a capire come siamo fatti e come funzioniamo, capire i nostri difetti fisici e magari pensare a quale possa essere il percorso da intraprendere per migliorare e prevenire in futuro possibili problemi. 

Alessio Guaglianone, posturologo, massoterapista